Risvegliare il sistema percettivo

La ricerca ha impegnato e riunito linguisti e genisti (che studiano anche il DNA). I linguisti russi, confrontando la sintassi, la semantica e le regole grammaticali di base, hanno scoperto che il codice genetico (il DNA) segue le stesse regole di tutte le nostre lingue.

I risultati ottenuti sono straordinari perché il nostro modo di parlare, il nostro modo di pensare, il nostro credo, l’EGO è un riflesso e si riflette nel nostro DNA e, di conseguenza, sul nostro corpo.

MERAVIGLIOSO!

C’è un problema però: i nostri dialoghi interiori, per interagire con il DNA, devono avere una frequenza specifica, dedicata, senza troppe interferenze perché devono raggiungere lo spirito (è LUI che decide, sempre!) per poterlo convincere che questo pensiero, questa conoscenza funziona veramente così.
Mi spiego meglio partendo da un esempio/storia tratto da un articolo: una nave sta navigando su acque vicine all’Antartide. L’equipaggio di questa nave ha il compito di eseguire degli ordini ben precisi dettati dal proprio comandante per dirigersi verso il punto di destinazione senza alcun tipo di problema. In questa nave non può esistere l’ammutinamento (l’equipaggio esegue l’ordine senza discutere). C’è un “piccolissimo” problema: il comandante di questa nave è cieco e un po’ sordo. Ad un certo punto un marinaio dell’equipaggio si accorge che a 100 metri dalla prua c’è un enorme iceberg. Ora questa vedetta va dal comandante per riferire quanto ha visto, in modo tale da ricevere l’ordine di attuare subito una manovra, una virata per evitare lo schianto.
Ecco due modi per comunicare al comandante la stessa emergenza:
  • comunicazione 1: “buon giorno comandante, scusi il disturbo, bella giornata oggi è!…senta…mi sembra di aver visto un iceberg davanti alla nave, cosa possiamo fare?”
  • comunicazione 2:ICEBERG A 100 METRI!”, ICEBERG A 100 METRI!”, ICEBERG A 100 METRI!”, ICEBERG A 100 METRI!”,ICEBERG A 100 METRI!”…..

Chi è più credibile? Chi è più determinato? Chi desidera di più evitare lo schianto? A quale comunicazione crederà e darà retta il comandante, di chi si fiderà?

TUTTO OVVIO, LA SECONDA COMUNICAZIONE E’ QUELLA PIU’ CREDIBILE, E’ QUELLA PIU’ INCISIVA, E’ QUELLA CHE FARA’ DECIDERE AL COMANDANTE DI DARE UN ORDINE ALL’EQUIPAGGIO PER EVITARE L’ICEBERG.

Quale legame ha questa storiella con il nostro modo di pensare?

Ora te lo spiego: LA NAVE è il NOSTRO CORPO
L’EQUIPAGGIO è la NOSTRA MENTE
IL COMANDANTE è il NOSTRO SPIRITO

Il nostro SPIRITO, la nostra spiritualità non ha più valenza, non è più importante, l’abbiamo dimenticata, demandata a qualche religione, non è più al centro come dovrebbe essere, è lontana, è offuscata, non riesce a prendere le decisioni giuste, quelle vitali perché la nostra MENTE si è costruita, attraverso il sistema associativo (sede nell’emisfero sinistro), il proprio “sentire”, il proprio “credere”, le proprie convinzioni, dettate dall’educazione, dall’istruzione, dalla società, dalla religione, dal lavoro.

E’ il nostro ego che caratterizza il nostro carattere, la nostra personalità, come siamo, come pensiamo, quale dialogo interiore abbiamo in ogni istante. Per ogni evento quindi abbiamo un’emozione e una reazione legata alla conoscenza e al credo che abbiamo di questo evento. Questo dialogo interiore, essendo costruito, non è reale, non è conforme alla realtà, non corrisponde alle leggi dominanti della natura, NON corrisponde alla VERA CONOSCENZA.

Il comandante (spirito) della storia è cieco perché il sistema associativo ha costruito un muro davanti a LUI, ed è un po’ sordo perché arrivano comunicazioni poco credibili, devianti, confuse, dubbiose, dettate da una conoscenza errata di come TUTTO funziona.

La vera CONOSCENZA ci permette di evolverci nel benessere e nella gioia e l’acquisiamo solo diventando più percettivi, non ci sono altre vie, modi, soluzioni.Nel momento in cui apprenderemo come tutto funziona, come tutto è già scritto, ci manca il passaggio successivo, determinante: CREDERE.

Credere è un bisogno dello spirito, se non credi alla nuova conoscenza, avuta ritornando percettivo (come eri da bambino), non puoi parlarti dentro in modo diverso, non puoi dialogare con il tuo spirito in modo diretto, non riesci ad avverare i tuoi desideri, perché non ACCETTI la realtà che ti circonda. Non ACCETTI di dover cambiare prospettiva, punto di vista, relazioni, convinzioni. Se ti ascolti e ACCETTI il cambiamento alla vera conoscenza, se ti alleni a viverla, ad assaporarla, allora comincerai a credere.

Quindi, per comunicare efficacemente con il nostro spirito dobbiamo essere CREDIBILI, DETERMINATI, DESIDEROSI su quello che ci diciamo in relazione alla vera conoscenza.

Quando credi, sostituisci il tuo vecchio e inefficace dialogo interiore portandoti a vita nuova, piena di gioia e benessere.Il nostro dialogo interiore deve esser modificato non spento, deve esser sostituito con un dialogo che appartiene e comprende il “capitano” (lo spirito).

Risvegliando il sistema percettivo “sentirai” di voler dire, in ogni istante della tua vita, GRAZIE.

1.    CONOSCERE LE LEGGI DOMINANTI
2.    CREDERE 
3.    RINGRAZIARE SEMPRE

SONO BISOGNI DELLO SPIRITO.

Fonte: lezionimotorie.com| Link


 

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