L’Italia di un domani

“Un popolo di poeti di artisti di eroi di santi di pensatori di scienziati di navigatori di trasmigratori”

Oggi ho sognato un Italia diversa. Ho sfidato i limiti della mia immaginazione ed esteso quasi fino alla rottura il muscolo elastico della comprensione – quello che apre e chiude la mente quando ci si trova davanti a qualcosa di inusuale, o di familiare. E in questo campo inesplorato di idee ho visto una nazione nuova, fatta di individui nuovi. Non migliori o peggiori, ma nuovi.

Nell’Italia di un domani ho visto uno stato guidato da una nuova classe politica, formata da saggi e filosofi. Ho visto questi uomini e donne discutere sull’importanza di valori umani come l’eguaglianza e la salute. Li ho sentiti parlare di rispetto e fratellanza. Ho assistito a sedute parlamentari dove venivano tagliati i costi della politica e della burocrazia, finanziati i centri di ricerca, abolite le centrali termoelettriche e le discariche a cielo aperto, prese misure per la tutela dei più deboli, per lo sviluppo delle regioni più arretrate, per la ricostruzione di aree terremotate, per la salvaguardia dell’acqua e dell’aria pulita.

Nell’Italia di un domani i nuovi politici si mettono al servizio del pubblico, mettono da parte il loro interesse personale per il bene altrui, ratificano negoziati di pace, smantellano basi militari, sradicano la corruzione, promuovono la diversità di opinione e orientamento sessuale, aboliscono i confini, favoriscono l’impresa locale e sostenibile, introducono un nuovo modello economico incentrato sulla tutela della felicità del lavoratore e sul rispetto della natura, introducono il diritto costituzionale alla libertà dal debito, promuovono la medicina alternativa, riformano l’università e il generale concetto di educazione.

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Nell’Italia di un domani c’è un nuovo studente, una nuova scuola, dove non si studia per imparare ma per scoprire, dove non si insegna per giudicare ma per aiutare a trovare l’originalità. Tra le mura dei licei e delle università il sapere di tutto il mondo è a disposizione di chiunque abbia la voglia e la curiosità di farne la conoscenza. Gli alunni sono liberi di scegliere cosa imparare, e tutte le opzioni sono aperte: c’è chi è interessato alla storia, chi alla filosofia, chi vuole dipingere, chi danzare; c’è poi chi impara il francese, chi suona il pianoforte, chi è immerso nello studio della matematica o nella scrittura di una storia. Il sapere diventa permeabile nella nuova scuola, in quanto non ci sono compartimenti sigillati di conoscenza: la musica serve anche a imparare la narrativa, come la psicologia aiuta nell’architettura, la geometria nella pittura. Tutto è connesso, tutto è un risvolto di tutto. Non ci sono classi vere e proprie o registri delle presenze, non ci sono voti o regolamenti severi da rispettare. La scienza, come l’arte, la letteratura, e l’uomo, interagiscono… liberamente.

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Nell’Italia di un domani anche la città è diversa. Non c’è traffico, interi quartieri sono sommersi dal verde, case e palazzi costruiti con materiali eco-sostenibili, giardini e orti pubblici danno accesso a frutta e verdura biologica, fontane con acqua potabile si trovano a ogni angolo, i fiumi e i canali sono balneabili, i trasporti pubblici sono elettrici, le botteghe vendono beni di produzione locale/artigianale, viali pedonali e piste ciclabili sono illuminati da pannelli solari, centinaia di centri per attività sportivo/culturali e teatri all’aperto fungono da punto di ritrovo per tutti.

Biblioteche e gallerie d’arte hanno rimpiazzato centri commerciali; templi dedicati alla pratica della meditazione e della compassione hanno preso il posto delle vecchie chiese; scuole di musica e sale concerti sono adesso al posto degli zoo; laddove prima c’erano palazzi della finanza adesso risiedono gli uffici delle non-profit che si adoperano per salvaguardare gli oceani e i boschi.

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Nell’Italia di un domani essere genitori diventa un’arte e una scienza. Migliaia di corsi obbligatori e gratuiti insegnano alle future mamme e ai futuri papà le necessità emotive della crescita come l’esigenza di mantenere stretto contatto fisico nei primi quattro anni di vita. Grazie agli investimenti nella coesione familiare e nel miglioramento dell’infanzia i bambini crescono soddisfatti, propensi al rispetto per se stessi e per gli altri, capaci di ricevere e dare amore senza condizione alcuna, in grado di apprezzare quello che hanno senza rincorrere costantemente quello che gli manca. La famiglia insegna loro a volersi bene, mentre la scuola gli insegna a seguire le loro passioni.

In tal modo viene generato uno stato di felicità e accontentamento diffuso: i nuovi grandi hanno imparato l’arte di amare, desiderano la pace e vogliono mettersi al servizio della comunità per fare la differenza. La ritrovata solidarietà rinvigorisce la salute mentale e fisica dell’Italia: i vizi e le abitudini autodistruttive vengono adesso facilmente superati, la rabbia e l’invidia quasi scompaiono, le liti familiari diventano inesistenti, l’aspettativa di vita media si allunga di almeno vent’anni, diminuiscono la spesa pubblica nella sanità e sicurezza, la produzione di spazzatura e il consumo sfrenato, l’ingordigia e l’ossessione per il denaro, la competizione e l’egoismo.

L’italiano di un domani è un uomo illuminato, solidale, e una donna di spessore morale, al posto di comando. È un uomo che non lavora per conservare ma per appagare se stesso in un’attività di suo piacimento, e per dar vita ad una realtà di gioia condivisa. È una donna che usa il denaro per acquistare beni o servizi funzionali ad un (bi)sogno da realizzare, per creare esperienze, o per rafforzare i legami familiari e sociali. È un uomo che conosce la gentilezza e sa prestare attenzione. È una donna che pensa per se stessa e che sa quello che vuole. È un uomo che fa domande importanti e che sa accettare le risposte. È una donna forte, una madre amorevole, sicura. È un uomo speciale, completamente autentico nella sua individualità. È una donna speciale, completamente autentica nella sua individualità. Eppure sono uguali, gli italiani di un domani. Al di là delle apparenze, delle parole, degli interessi e dei caratteri, sono tutti inequivocabilmente, profondamente e inconfutabilmente… uguali.

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Non vedo l’ora di tornarci in Italia, non vedo l’ora di vederla crescere, di vederla cambiare pelle. Perché non c’è alcun dubbio nel mio cuore che la via del tempo conduce sempre verso un posto inaspettato, un posto che da lontano sembra utopia, e da vicino diventa normalità. Ed è lì che siamo diretti: un giorno non ci saranno più inquinamento, ignoranza, disparità e corruzione; non ci saranno più contrapposizioni tra destra e sinistra, immigrati e cittadini, nord e sud, ricchi e poveri, io contro di te, noi contro di loro; ma sarà un Italia fatta solamente di io e te, noi e loro. Sarà un Italia unita, nelle idee, nel senso di appartenenza, nella comune volontà di rispettare l’individualità e la natura. Sarà un Italia intelligente, un Italia originale, un Italia saggia, un Italia bella, così come lo è già, così come lo potrebbe ancora diventare.

Vincenzo Marranca

Vincenzo Marranca è un musicista e blogger, creatore di dentrolatanadelconiglio.com Attualmente vive a Londra

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