Il segreto dei Riti Tibetani

La Fonte della Giovinezza

Si narra che un gruppo di Lama, o monaci tibetani, che vivevano in un monastero isolato dal resto del mondo, conoscesse il segreto della “Fonte della Giovinezza“. Si racconta di persone che riacquistarono misteriosamente salute, forza e vigore dopo essere entrati in questo monastero.
Un colonnello in pensione che fece un viaggio in India alla ricerca di questo miracoloso segreto, scoprì che la “Fonte della Giovinezza” era racchiusa in alcuni riti che venivano praticati dai monaci tibetani: tutt’ora sono conosciuti in Occidente come I Cinque Riti Tibetani.

La Chiave per rimanere giovani é il rilassamento psichico, l’essere liberi dai veleni della paura, della preoccupazione e dell’ansia. La Chiave é la mente. Se si vuole rimanere giovani, oltre che conseguire costantemente i Cinque Riti Tibetani, occorre cancellare dalla mente il concetto di invecchiamento, bisogna sentirsi giovani.
– T. Illion –

I 7 Chakra

Da migliaia di anni i mistici orientali affermano che nel corpo umano sono presenti sette centri energetici principali detti anche vortici o Chakra. In un corpo sano ognuno di questi vortici ruota a grande velocità, consentendo all’energia vitale di fluire verso l’alto attraverso il sistema endocrino; ma se uno o più di questi vortici inizia a rallentare, il flusso di energia vitale risulta inibito o bloccato.

Il termine Chakra é un termine sanscrito che significa “ruota”, “disco”. E’ un vortice di energia che assimila e trasmette energia vitale.

I sette Chakra corrispondono alle sette ghiandole endocrine. Queste ghiandole producono degli ormoni che regolano tutte le funzioni corporee, compreso il processo di invecchiamento. Sembra che la ghiandola pituitaria inizi a produrre un “ormone della morte” al principio della pubertà. Questo ormone interferisce con l’abilità delle cellule di utilizzare ormoni benefici come quello della crescita.
I Cinque Riti Tibetani normalizzano lo squilibrio dei sette Chakra e probabilmente anche lo squilibrio ormonale, al fine di permettere alle cellule di replicarsi e prosperare, come succede in un individuo giovane.

Primo Rito Tibetano

E’ necessario stare in piedi con le gambe leggermente divaricate. Sollevare le braccia all’altezza delle spalle tenendole parallele al pavimento, con i palmi delle mani rivolti verso il basso.
Mettete a fuoco un punto davanti a voi concentrando lo sguardo su di esso.
Ruotate tutto il corpo da sinistra verso destra, in senso orario.
Quando state per fermarvi, divaricate le gambe, avvicinate le mani tra loro davanti ai vostri occhi e guardatevi i pollici.
Terminate l’esercizio posando prima le mani sul petto e poi sui fianchi.
Ripetete inizialmente per tre volte, poi, giorno per giorno aggiungete un paio di ripetizioni alla volta, fino a raggiungere 21 rotazioni.

Secondo Rito Tibetano

Sdraiatevi sopra un tappeto spesso o una superficie imbottita in posizione supina.
Stendete le braccia lungo i fianchi e appoggiate i palmi delle mani, con le dita unite sul pavimento.
Sollevate il capo da terra ripiegando il mento sul petto e, contemporaneamente, sollevate le gambe con le ginocchia tese portandole m posizione verticale.
Portate le ginocchia verso la testa, senza piegare le ginocchia e solamente se ciò non vi costa troppi sforzi Lentamente, tenendo le ginocchia tese, riportate a terra la testa e le gambe.
Rilassate i muscoli e ripetete l’esercizio.

Se all’inizio non riuscite a tenere le ginocchia tese, provate a tenerle leggermente piegate. Con la pratica e con la ripetizione dell’esercizio diventerà naturale eseguire correttamente tutti i movimenti.

Terzo Rito Tibetano

Inginocchiatevi sul tappeto con le gambe leggermente divaricate, il corpo eretto e flettendo le dita dei piedi.
Appoggiate le mani sui glutei come se voleste sostenerli. Inclinate subito dopo il capo e il collo in avanti, ripiegando contemporaneamente il mento sul petto.
Inclinate dolcemente il capo piegandovi all’indietro e inarcando nello stesso momento la colonna vertebrale.
Durante questa fase afferratevi i glutei con le mani e inspirate profondamente. Espirate lentamente e tornate alla posizione originaria.

Ripetete la sequenza lo stesso numero di volte degli esercizi precedenti

Una volta terminata la serie, lasciatevi cadere dolcemente in posizione fetale appoggiatevi sui talloni con le dita tese, sporgetevi in avanti, tenendo la fronte sul pavimento e il corpo rilassato. Respirate dolcemente per qualche istante.

Quarto Rito Tibetano

Sedetevi a terra a gambe distese sul tappeto, divaricandole di circa trenta centimetri. Appoggiate i palmi delle mani sul pavimento, di fianco ai glutei, tenendo il busto ben eretto e piegate il mento sul petto.
Portate il capo ali indietro e sollevate il corpo in modo che le ginocchia si pieghino, mentre le gambe rimangono tese, cosi da formare una linea retta con il busto.

Per sollevarvi, iniziate dal bacino, facendolo indietreggiare cosi da non piegare le gambe prima che il corpo sia sollevato dal pavimento.

  • Inspirate profondamente
  • Tendete i muscoli e trattenete il respiro
  • Ritornate a terra espirando lentamente

Durante il periodo di riposo tra un’esecuzione e l’altra, mantenete il rimo respiratorio seguito nel corso dell’esercizio.

Quinto Rito Tibetano

Sdraiatevi sul tappetino in posizione prona, a pancia in giù, con le mani e i piedi divaricati di circa sessanta centimetri.
Sollevatevi sui palmi delle mani e sulle punte dei piedi.
Inclinate il capo all’indietro (il più possibile, ma dolcemente).
Inspirate e piegatevi all’altezza dei fianchi sollevando i glutei, così che il corpo assuma la forma di una V capovolta. Contemporaneamente, portate in avanti il mento ripiegandolo sul petto.
Espirate per tornare alla posizione di partenza. Solo le mani e i piedi devono toccare il pavimento.

Se avete problemi a seguire una respirazione controllata, esercitatevi e soprattutto tenete presente che “ridere” è un ottimo rinforzo per equilibrare il diaframma e quindi anche la respirazione profonda.

Oltre i Riti

Oltre i Riti Tibetani l’alimentazione gioca un ruolo di notevole importanza per rivitalizzare l’intero organismo e per mantenere o ritrovare una “eterna giovinezza“. E’ necessario quindi prestare attenzione ad alcune importanti accorgimenti:

  • riducete al minimo la varietà di alimenti durante il pasto
  • riducete la quantità di cibo per pasto, adeguandola alle esigenze di vita
  • evitate di consumare insieme cibi a base di amidi e cibi ricchi di proteine, soprattutto se non siete in una situazione di estremo benessere
  • non bevete caffè zuccherato con aggiunta di latte o di panna; se vi dà dei problemi non bevetene affatto
  • masticate ogni boccone fino a farlo diventare liquido prima di ingerirlo
  • mangiate ogni giorno, prima del pasto principale oppure dopo, un tuorlo d’uovo crudo; non consumatelo durante il pasto

 

Gli esercizi, uniti ad un corretto regime alimentare e ad un buon lavoro mentale, sono un autentico Elisir di Eterna Giovinezza.

Fonte: I Cinque Riti Tibetani

 

Laura Callegaro

Ho un nome ed un cognome, ma da qualche tempo sto cercando di non identificarmi più con esso. Alcuni penseranno che io sia impazzita. Eppure credo che tutti noi siamo qualcosa di più di un mero corpo umano. Sono fermamente convinta che tutti noi siamo ESSERI DI LUCE in continua trasformazione e che abbiamo la capacità di mutare e di far accadere ogni cosa con il nostro potere, che da troppo tempo abbiamo dimenticato. Alcuni lo chiamano FEDE, altri PENSIERO, altri ancora LEGGE DI ATTRAZIONE. Da poco ho capito la nostra vera essenza, ovvero che siamo esseri perfetti, creati da Dio\Creatore, con enormi capacità e siamo venuti su questo piano per fare ESPERIENZA. Così, sebbene io occupi il corpo (mi piace chiamarlo “computer biologico”) di Laura Callegaro, alias Lorecalle (e potrei chiamarmi in altri mille modi diversi) non sono nient’altro che pura Coscienza, come tutti voi. Ricordate che sebbene poche persone, a conoscenza di questo, vogliono che restiamo DIVISI, in realtà siamo parte del TUTTO. Siamo tutti CONNESSI tra noi. Ed è per questo che quando arriverà il tempo in cui raggiungeremo la MASSA CRITICA della COSCIENZA COLLETTIVA riusciremo a riappropriarci del nostro vero potere: la Libertà e l’Amore infinito.

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