Riflessioni sulla Legge di Attrazione

Sono anni che ne sentiamo parlare, eppure questa Legge di Attrazione sembra difficile da mettere in pratica. Abbiamo capito che siamo tutti collegati tra di noi e che siamo costituiti da energia. Grazie al nostro DNA emettiamo e riceviamo vibrazioni. Grazie ad esso infatti inviamo all’Universo informazioni riguardo il nostro Pensiero creativo, che abbiamo sviluppato in precedenza grazie ad una serie di complessi meccanismi di “pensiero-emozione”. L’Universo elabora queste informazioni e ci rimanda l’esperienza che gli abbiamo precedentemente inviato.
Il processo é sicuramente più elaborato di così, ma almeno possiamo capire a grandi linee come funziona. Detto questo… perché non riusciamo ad attirare nella nostra vita ciò che vogliamo?

Proprio oggi mi é capitato di prendere in mano un vecchio libro degli Hicks, La Legge dell’Attrazione e siccome nulla accade per caso, aprendo una pagina qualunque ho trovato un passaggio molto interessante che risponde alla domanda di prima.

Ho evidenziato in grassetto i passaggi importanti. Il mio consiglio é quello di leggere queste parole con molta attenzione!
Buona lettura :)

SI DEVE PRENDERE IL BUONO E IL CATTIVO?

Jerry: A che livello condividiamo una cosa attirata (consapevolmente o meno) da qualcuno cui siamo legati? In altri termini, in che misura le altre persone che sono legate a noi portano nella nostra vita ciò che hanno attratto, desiderato o indesiderato che fosse?

Abraham: Nulla può entrare nella vostra vita senza che vi abbiate rivolto attenzione. La maggior parte delle persone, comunque, non è molto selettiva nello scegliere su quali aspetti degli altri porre la propria attenzione. In altre parole, se vi interessate a tutto ciò che riguarda una certa persona, allora state invitando nella vostra esperienza tutto ciò che la riguarda; se invece prestate attenzione soltanto a quanto di lei vi piace di più, inviterete nella vostra esperienza soltanto questo.
Se qualcuno è nella vostra vita, è perché ce lo avete attratto e, sebbene per alcuni sia difficile da ammettere, attirate ogni vostra esperienza che lo riguardi, poiché nulla entra nella vostra esistenza senza che l’abbiate attirato di persona.

DEVO “OPPORMI AL MALVAGIO”?

Jerry: Così non abbiamo alcun bisogno di respingere le cose negative? Dobbiamo limitarci ad attirare quelle positive?

Abraham: Non è possibile spingere lontano da sé le cose che non si vogliono, perché mettendosi contro di esse in realtà non si fa altro che attivarne la vibrazione e quindi attirarle. Ogni cosa in questo Universo è regolata dall’attrazione. In altre parole, non esiste l’esclusione. Quando si urla “No!” a una cosa indesiderata, in realtà la si sta invitando nella propria vita; quando si urla “Sì!” a una cosa desiderata, la si sta invitando nella propria vita.

Jerry: Il detto “Non opporti al malvagio” probabilmente deriva da questo.

Abraham: Se si resiste a qualcosa, ci si concentra su questa; opponendosi se ne attiva la vibrazione, quindi la si attira. Non è una buona idea opporsi a ciò che non si vuole.
Le parole “Non opponetevi al malvagio” quindi devono essere state dette da qualcuno abbastanza saggio da comprendere che ciò che gli umani chiamano “male” non esiste.

Jerry: Abraham, quale sarebbe la vostra definizione della parola male?

Abraham: Non c’è ragione per cui la parola male debba esistere nel nostro vocabolario, perché non v’è nulla che conosciamo cui daremmo una simile etichetta.
Quando gli umani usano questa parola, in genere intendono “ciò che è opposto al bene”. Abbiamo notato che, quando gli umani usano la parola male, intendono qualcosa di opposto alla loro idea di ciò che è buono, o di ciò che è Dio. Male è tutto ciò che si ritiene non in armonia con quello che si desidera.

Jerry: E bene?

Abraham: Bene è ciò che si crede di volere. Vedi, bene e male sono solo modi per dire voluto e non voluto.
E voluto e non voluto si applicano soltanto a ciò che si desidera a livello individuale. La questione, di per sé semplice, diventa insidiosa quando gli umani si immischiano nei desideri altrui, e ancora più insidiosa quando tentano di controllarli.

COME SCOPRIRE CHE COSA SI VUOLE VERAMENTE?

Jerry: Una delle preoccupazioni che più spesso ho sentito esprimere nel corso degli anni è “Bè, io non so nemmeno che cosa voglio”. Come facciamo a scoprire che cosa vogliamo?

Abraham: Siete giunti in questa esperienza di vita fisica con lo scopo di provare la varietà e il contrasto, per scoprire le vostre preferenze e i vostri desideri personali.

Jerry: Potete darci un’idea di come possiamo procedere per scoprire ciò che vogliamo?

Abraham: La vostra esperienza di vita vi aiuta continuamente a identificare ciò che volete. Se siete ben consapevoli anche soltanto di cosa non volete, in quel momento state già venendo in chiaro di ciò che volete. Ed è utile formulare il proposito “Voglio sapere che cosa voglio”, perché, quando vi ponete quest’obiettivo in modo consapevole, il processo di attrazione viene intensificato.

Jerry: Quindi la persona che dice “Voglio sapere che cosa voglio”, in quello stesso momento sta cominciando a scoprirlo?

Abraham: Attraverso le vostre esperienze non potete fare altro che maturare, dal vostro punto di vista, opinioni e preferenze personali: “Preferisco questo a quello, mi piace più quello di questo, voglio provare questo, non voglio provare quello”. Setacciando i dettagli delle vostre esperienze è inevitabile che giungiate alle vostre conclusioni.
Non crediamo che, nel decidere che cosa vogliono, le persone siano tanto in difficoltà quanto lo sono quando non credono di poterlo ottenere… In questo caso, dal momento che non hanno compreso il potere della Legge dell’Attrazione, e poiché non sono consapevoli delle vibrazioni che stanno emettendo, non hanno mai provato alcun controllo consapevole sulle cose che entrano nella loro esistenza. Al contrario, molti hanno provato il disagio di volere davvero qualcosa e di lavorare molto duro per cercare di ottenerlo, solo per continuare a restarne privi; questo perché pensano più all’assenza di quel qualcosa piuttosto che al fatto che presto lo otterranno. Così, col tempo, associano il cercare di ottenere qualcosa di desiderato col lavoro, le fatiche e le delusioni.
Così, quando dicono “Non so che cosa voglio”, in realtà intendono dire “Non so come ottenere quello che voglio” o “Non voglio fare ciò che penso sia necessario per cercare di ottenere quello che voglio” e “Non ho più nessuna voglia di lavorare duro solo per poi non ottenere quello che voglio e rimanere un’altra volta deluso!”.
Dire “Voglio sapere che cosa voglio!” è un primo e potente passo nel processo di Creazione Intenzionale.
Ma poi occorre dirigere intenzionalmente la propria attenzione verso le cose che si vogliono attirare nella propria vita.
La maggior parte delle persone non ha mai diretto intenzionalmente i propri pensieri verso ciò che davvero vuole, e si limita invece a osservare ciò che accade intorno a sé. Così queste persone, quando vedono qualcosa che piace a loro, provano un’emozione positiva, ma quando vedono qualcosa che non piace a loro, provano un’equivalente emozione negativa. Pochi comprendono di poter controllare il loro stato d’animo e poter determinare le esperienze che entrano nella loro vita, semplicemente dirigendo i propri pensieri in modo intenzionale. Poiché non sono abituati a farlo, occorre pratica. Questo è il motivo per cui incoraggiamo il Metodo del Laboratorio Creativo. Dirigendo intenzionalmente i propri pensieri e creando nella mente scenari piacevoli che evocano dentro di voi emozioni positive, iniziate a cambiare il vostro polo di attrazione.
L’Universo risponde ai pensieri che state facendo e non distingue tra quelli che fate osservando qualcosa di reale di cui siete stati testimoni e quelli elaborati dalla vostra immaginazione. In entrambi i casi, quei pensieri corrispondono al vostro polo di attrazione, e se vi concentrate sufficientemente a lungo su di essi, diventeranno la vostra realtà.

VOLEVO IL BLU E IL GIALLO E ORA HO IL VERDE

Quando avete le idee chiare su qualunque cosa vogliate, la otterrete in tutto e per tutto. Tuttavia spesso non avete le idee chiarissime. Per esempio, uno potrebbe dire “Voglio il colore giallo e voglio il colore blu”, ma poi finisce col ritrovarsi il verde; al che pensa “Come ho fatto a ottenere il verde? Non era affatto quello che intendevo”. Ma quel verde non è altro che la combinazione dei due desideri che aveva formulato (mescolando il giallo e il blu infatti si ottiene il verde).
In modo analogo (a livello inconscio), dentro di voi c’è un continuo mescolio di desideri, tanto complesso che i vostri meccanismi di pensiero cosciente non sono sempre in grado di metterli in ordine. Ma il vostro Essere Interiore può farlo, e può offrirvi emozioni-guida. Dovete soltanto prestare attenzione al vostro stato d’animo e lasciarvi attrarre da quanto vi sembra buono e giusto, allontanandovi da quanto non lo è.
Una volta presa confidenza col processo di chiarificazione dei propri desideri, fin da subito nel corso delle interazioni con gli altri comprenderete se quello che vi stanno offrendo merita. Saprete sempre se volete invitarli nella vostra esperienza o farne a meno.

LA VITTIMA ATTIRA IL RAPINATORE?

Jerry: Posso immaginare che un rapinatore sia attratto da altre persone che rapinano, ma è più difficile pensare che le vittime innocenti (come vengono chiamate) attirino i rapinatori, o che le persone discriminate attirino il pregiudizio.

Abraham: Invece lo fanno. Aggressore e aggredito sono co-creatori dell’aggressione.

Jerry: Ovvero sia questo sta pensando a una cosa che non vuole, e la ottiene, quello a una cosa che vuole e la ottiene (ne ottiene l’essenza in termini vibrazionali). Detto altrimenti, si tratta di quella che voi chiamate una corrispondenza vibrazionale?

Abraham: Il fatto che si voglia o no l’esperienza in questione non fa alcuna differenza; a essere attratta è l’essenza vibrazionale dell’oggetto cui è rivolta l’attenzione (cioè la materializzazione corrispondente). Si ottiene quello che si desidera intensamente e quello che non si vuole altrettanto intensamente.
L’unico modo per evitare lo sviluppo di un potente pensiero emozionale riguardo a una certa esperienza è non dare peso al primo pensiero che se ne fa, di per sé non molto potente.
Poniamo caso che tu legga sul giornale che qualcuno è stato rapinato. Finché non ne leggi un resoconto dettagliato che susciti in te una grande emozione, leggere o sentire qualcosa non necessariamente ti “regolerà in modalità attrattiva”. Ma se ne leggi, vedi in televisione o parli con altri fino a sviluppare una risposta emotiva verso questo fatto, allora stai cominciando ad attirare a te un’esperienza analoga.
Quando si valutano le statistiche relative al numero di rapine verificatesi ogni anno, bisogna comprendere che è così alto, e cresce sempre più, perché molte persone sono state stimolate da questo pensiero. Ammonimenti di questo tipo non proteggono dalle rapine, le rendono invece più probabili: riescono così bene a rendervi consapevoli della diffusione delle aggressioni, portandole continuamente alla vostra attenzione, che non solo ci pensate con emozione, ma arrivate anche ad aspettarvele. Non c’è da stupirsi se in questo modo si ottengono cose che non si vogliono: dipende dal fatto che si presta tanta attenzione a ciò che non si vuole…
Quando sentite parlare di un’aggressione, vi consigliamo di pensare: “Questa è la loro esperienza. Io non ho scelto nulla del genere”. Poi smettete di pensare a quello che non volete, perché si ottiene ciò che si sta pensando, che lo si voglia o meno.

Siete emersi in questo ambiente, pieno di altre persone, perché volevate provare la magnifica esperienza della co-creazione. Tra tutte le persone esistenti, voi potete attrarre nella vostra vita quelle con cui vi piacerebbe creare positivamente, e potete attrarre da loro soltanto le esperienze che vi piacerebbe creare. Non è necessario, né possibile, nascondersi o evitare intenzionalmente persone o esperienze indesiderate, ma è possibile attrarre intenzionalmente soltanto le persone e le esperienze che vi piacciono.

Estratto dal libro La Legge dell’Attrazione.

Laura Callegaro

Ho un nome ed un cognome, ma da qualche tempo sto cercando di non identificarmi più con esso. Alcuni penseranno che io sia impazzita. Eppure credo che tutti noi siamo qualcosa di più di un mero corpo umano. Sono fermamente convinta che tutti noi siamo ESSERI DI LUCE in continua trasformazione e che abbiamo la capacità di mutare e di far accadere ogni cosa con il nostro potere, che da troppo tempo abbiamo dimenticato. Alcuni lo chiamano FEDE, altri PENSIERO, altri ancora LEGGE DI ATTRAZIONE. Da poco ho capito la nostra vera essenza, ovvero che siamo esseri perfetti, creati da Dio\Creatore, con enormi capacità e siamo venuti su questo piano per fare ESPERIENZA. Così, sebbene io occupi il corpo (mi piace chiamarlo “computer biologico”) di Laura Callegaro, alias Lorecalle (e potrei chiamarmi in altri mille modi diversi) non sono nient’altro che pura Coscienza, come tutti voi. Ricordate che sebbene poche persone, a conoscenza di questo, vogliono che restiamo DIVISI, in realtà siamo parte del TUTTO. Siamo tutti CONNESSI tra noi. Ed è per questo che quando arriverà il tempo in cui raggiungeremo la MASSA CRITICA della COSCIENZA COLLETTIVA riusciremo a riappropriarci del nostro vero potere: la Libertà e l’Amore infinito.

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