Siamo davvero tutti collegati?

La scienza moderna è ai ferri corti con la soluzione di uno dei maggiori misteri di tutti i tempi. Non vi capiterà di sentirne parlare durante il telegiornale della sera e forse non lo leggerete nemmeno sulla prima pagina di USA Today o del Wall Street Journal. Tuttavia, quasi settant’anni di ricerche scientifiche nell’area della cosiddetta “nuova fisica” ci stanno conducendo a un inevitabile epilogo.

Tutto ciò che è presente nel nostro mondo è collegato.

È proprio così! È questa la notizia che cambia tutto e che sta profondamente scuotendo le fondamenta della scienza come la intendiamo oggi.
«Va bene», direte voi, «questo lo sapevamo. Invece cosa rende questo epilogo così diverso? Qual è il reale significato dell’essere tutti collegati in questo modo?».

Si tratta di ottime domande, le cui risposte potrebbero sorprendervi. La differenza tra le nuove scoperte e le nostre certezze di prima sta nel fatto che in passato ci veniva semplicemente detto che il collegamento esisteva. Attraverso un gergo tecnico come “dipendenza sensibile dalle condizioni iniziali” (o “effetto farfalla”) e teorie secondo cui un’azione compiuta “qui” ha un effetto “là”, potevamo osservare vagamente quel collegamento quando si manifestava nella nostra vita. I nuovi esperimenti, però, ci fanno fare un ulteriore passo avanti.
Oggi, oltre a provare che siamo collegati a tutto, la ricerca dimostra che il collegamento esiste grazie a noi. La connessione ci permette di capovolgere il gioco a nostro favore, rispetto ai risultati che otteniamo nella vita. In ogni area del vivere, dalla ricerca di rapporti amorosi alla guarigione dei nostri cari, fino alla realizzazione delle nostre più alte aspirazioni, noi facciamo parte integrante di tutto ciò che sperimentiamo ogni giorno.
Le scoperte dimostrano che possiamo usare la connessione consapevolmente e questo spalanca le porte niente meno che alla possibilità di farci attingere allo stesso potere che fa muovere l’intero universo. Grazie al collegamento che c’è fra voi, me e tutti gli esseri umani del pianeta, abbiamo una linea diretta con la forza creatrice di tutto, dagli atomi alle stelle, fino al DNA della vita!
C’è però un piccolo inghippo: il nostro potere è assopito, finché noi stessi non lo risvegliamo. La chiave per evocare un potere talmente sterminato sta nel fare un piccolo cambiamento rispetto al modo in cui concepiamo noi stessi e la realtà. Proprio come gli iniziati di Logue scoprirono di poter volare solo dopo essere stati dolcemente sospinti oltre il precipizio, anche noi, grazie a una piccola modifica percettiva, possiamo accedere alla forza più potente dell’universo, affrontando perfino situazioni all’apparenza impossibili. Ciò può accadere se permettiamo a noi stessi di adottare una prospettiva nuova sul nostro ruolo nel mondo.
Poiché l’universo sembra essere un luogo davvero immenso – quasi troppo vasto per essere anche solo concepito – possiamo cominciare coi vederci sotto un’altra luce nella vita quotidiana. Il “piccolo cambiamento” di cui abbiamo bisogno è sentirci parte del mondo, anziché sentirci separati dal mondo. Per convincerci di essere davvero una cosa sola con tutto ciò che vediamo e sperimentiamo, è necessario comprendere come siamo uniti e cosa significa quel legame.

Per attingere alla forza stessa dell’universo, dobbiamo concepire noi stessi come parte del mondo anziché sentirci separati dal mondo.

Attraverso il collegamento che unisce tutte le cose, la “sostanza” di cui è fatto l’universo (onde e particelle di energia) sembra infrangere le leggi spaziotemporali finora conosciute. Sebbene i dettagli appaiano fantascientifici, si tratta comunque di dati molto concreti. Ad esempio, è stato osservato il fenomeno della bilocazione riferito alle particelle di luce (i fotoni) – cioè la capacità dei fotoni di essere in due luoghi diversi, a distanza di molti chilometri, esattamente nello stesso istante.
Dal DNA del corpo umano agli atomi che costituiscono l’universo, gli elementi naturali sembrano scambiarsi informazioni più rapidamente della velocità della luce, cioè più velocemente di quanto Albert Einstein avesse predetto, riferendosi alla velocità massima di trasmissione di qualunque cosa. In alcuni esperimenti, i dati sono perfino giunti a destinazione prima di aver lasciato il loro punto di origine! Storicamente tali fenomeni venivano ritenuti impossibili, tuttavia sembrano non solo essere possibili, ma potrebbero anche mostrarci qualcosa di più sulle interessanti anomalie riferite a minuscole unità di materia.
La libertà di movimento dimostrata dalle particelle quantistiche potrebbe rivelarci il funzionamento del resto dell’universo, se riuscissimo a guardare al di là delle attuali conoscenze nel settore della fisica.
Sebbene risultati come questi somiglino al copione futuristico di un episodio di Star Trek, sono presi in esame e analizzati dagli scienziati di oggi.

Photo credit: Nhoj Leunamme == Jhon Emmanuel via VisualHunt / CC BY-NC-ND

Individualmente, gli esperimenti che producono tali effetti sono sicuramente affascinanti e meritano ulteriori approfondimenti. Nell’insieme, però, indicano anche che potremmo non essere limitati dalle leggi della fisica quanto siamo indotti a credere. Forse le cose sono effettivamente in grado di viaggiare più velocemente della luce e forse possono essere in due luoghi diversi simultaneamente! E se le cose hanno questa capacità, che dire di noi esseri umani?
Queste sono possibilità che stimolano gli innovatori di oggi e danno il via alla nostra immaginazione. Quando l’immaginazione – l’idea che qualcosa possa realizzarsi – si unisce a un’emozione che dà vita a una possibilità, si crea la realtà. La manifestazione inizia con la nostra disponibilità a creare uno spazio fra le nostre certezze destinato a qualcosa che si suppone non esista. Noi creiamo quel “qualcosa” grazie alla forza della coscienza e della consapevolezza. […]

Il poeta William Blake considerava il potere dell’immaginazione come l’essenza della vita umana, anziché qualcosa che ci limitiamo a sperimentare di tanto in tanto nel tempo libero. «L’essere umano è tutta immaginazione», ha affermato, chiarendo inoltre che «il Corpo Eterno dell’Essere umano è l’Immaginazione, cioè Dio stesso»2. Il filosofo e poeta John Mackenzie ha allargato il concetto del nostro rapporto con l’immaginazione, osservando che «la distinzione fra ciò che è reale e ciò che è immaginario non si presta a essere adeguatamente mantenuta (…) tutto ciò che esiste è (…) immaginario».
In entrambe le descrizioni gli eventi concreti della vita devono essere considerati in termini di possibilità, prima di poter diventare una realtà. Tuttavia, affinché le idee immaginarie di un dato momento temporale possano diventare realtà in un altro, ci deve essere qualcosa che le unisce. In qualche modo, nella trama dell’universo deve esistere un collegamento fra ciò che è stato immaginato nel passato e le realtà del presente e del futuro. Einstein era fermamente convinto che passato e futuro sono intimamente congiunti e che formino la sostanza di cui è fatta la quarta dimensione, una realtà che denominò spazio-tempo. «La distinzione fra passato, presente e futuro», affermò, «è solo una cocciuta e persistente illusione».
Pertanto stiamo scoprendo, secondo modalità che solo ora iniziamo a comprendere, che siamo collegati non solo con tutto ciò che attualmente fa parte della nostra vita, ma anche con tutto ciò che sia mai esistito e con eventi che non sono ancora accaduti. Ciò che sperimentiamo adesso è il risultato di eventi che si sono verificati (almeno in parte) in una sfera dell’universo che non siamo nemmeno in grado di vedere.

Le implicazioni di questi legami sono immense. In un mondo dove tutto, dalla pace globale alla guarigione personale, è collegato da un campo intelligente di energia, ciò che in passato poteva essere scambiato per fantasie e miracoli oggi diventa improvvisamente possibile nella vita.
Tenendo ben presenti queste connessioni, dobbiamo iniziare a pensare al modo in cui ci rapportiamo alla vita, alla famiglia e perfino ai nostri conoscenti casuali, partendo da una nuova, più elevata prospettiva. Sia che si tratti di cose buone o cattive oppure giuste o sbagliate, sia che si considerino le esperienze umane dalla più leggera e meravigliosa fino alle più orribili forme di sofferenza, nulla può più essere archiviato in termini di evento casuale.
Chiaramente, la chiave per la guarigione, la pace, l’abbondanza e la creazione di esperienze, carriere e rapporti che ci diano gioia, risiede nel comprendere quanto sia profondo il nostro legame con tutto ciò che appartiene alla realtà in cui ci muoviamo.

La Matrix Divina – Gregg Braden

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