Meditare significa rallentare la corsa precipitosa del tempo allo scopo di introdurre in se stessi un ritmo,
una pace e una luce che lasceranno a lungo la loro impronta.

– Omraam Mikhaël Aïvanhov –

Nella vera meditazione l’attività mentale si riduce a livelli minimi.

Si tratta semplicemente di sedersi senza fare nulla, come dicono i praticanti della filosofia zen.

È lasciare la mente in bianco osservando con calma i suoi movimenti, i suoi pensieri, con molta attenzione, ma senza intervenire. Le immagini verranno alla nostra mente e allo stesso modo se ne andranno per lasciare il passo ad altre. Non dobbiamo preoccuparcene; la mente è come uno specchio. Il suo lavoro è riflettere le immagini, ma noi non siamo quelle immagini. Non siamo nemmeno la mente. Essa è solamente uno strumento del quale dobbiamo servirci.

La meditazione pulisce questo specchio e affina lo strumento, affinché attraverso di esso possiamo raggiungere il punto più elevato, arrivare a essere coscienti del nostro vero sé, dell’unità di tutte le cose, dell’Unità con Dio.

Meditare non è pensare, non è immaginare e nemmeno visualizzare.
Tutte queste attività sono utili e compiono una funzione insostituibile nel sentiero spirituale, ma non sono la meditazione.

I nostri amati Angeli conoscono l’importanza della meditazione e quindi sono sempre disposti ad aiutarci. Questi sette accorgimenti possono essere utilizzati come una piccola guida:

  1. Adattiamo l’ambiente intorno a noi. Abbassiamo la luce sistemando magari anche qualche candela, possiamo ascoltare della musica rilassante, o accendere anche dell’incenso se sentiamo che possa esserci  d’aiuto. Sono ottimi e consigliati gli Incensi degli Arcangeli.
  2. Sediamoci in una posizione comoda, con la schiena eretta, i piedi appoggiati al suolo e le mani appoggiate sulle cosce.
  3. Chiudiamo gli occhi e diventiamo consapevoli della nostra respirazione per qualche istante.
  4. Recitiamo una preghiera mentale ai nostri fratelli di Luce, gli Angeli, affinché ci proteggano e ci aiutino nella meditazione che inizia. Non c’è bisogno che pronunciamo la preghiera, nemmeno mentalmente. Un pensiero veloce è sufficiente. Poi li possiamo già visualizzare mentre con le loro ali formano un arco sopra la nostra testa, avvolgendoci completamente a una certa distanza e formando una vera catena protettrice sopra di noi, davanti, dietro,  sopra e sotto di noi. Allo stesso tempo li visualizziamo invocando la Luce che scenda su di noi dall’alto.
  5. Quando abbiamo stabilito l’aiuto e la protezione Angelica dimentichiamocene e concentriamoci di nuovo sulla nostra respirazione.  Possiamo contare sette o nove cicli respiratori completi. Non dobbiamo cercare di respirare in un modo particolare, non dobbiamo fare alcunché, dobbiamo solo lasciare che la respirazione fluisca in maniera naturale.
  6. Questo non far nulla è di per se stesso meditazione. Ad alcune persone è di aiuto fissarsi, mentalmente, in un punto situato sopra al naso, fra gli occhi, il cosiddetto terzo occhio o chakra frontale. Altri preferiscono farlo nel punto sopra la testa, il chakra della corona o Loto dai 1000 petali. In realtà è indifferente e possiamo farlo come più ci piace. Possiamo anche fissarci assolutamente nel nulla.
  7. Quando sentiamo che è arrivato il momento giusto torneremo a essere coscienti del processo respiratorio nel giro di pochi cicli.  Al termine della meditazione, ringrazieremo mentalmente gli Angeli per l’aiuto e la protezione, assicurando loro che in cambio possono contare su di noi per ciò che desiderano. Poi muoviamo leggermente le dita dei piedi e in seguito le mani, e per ultimo potremo aprire gli occhi, considerando conclusa la sessione.

Durante la meditazione possono capitare dei fenomeni occasionali, potremmo avere delle visioni o è possibile che si verificano delle coincidenze inspiegabili. Dobbiamo considerarlo solo come dei segnali lungo la strada, come indicazioni che ci spronano a continuare, senza dar loro un’importanza che in realtà non hanno.

Per quanto tali fenomeni possono apparire straordinari, dobbiamo continuare il nostro cammino. La nostra meta è la realtà, non i suoi riflessi, per quanto questi possono essere brillanti. Chiediamo agli Angeli che ci aiutino a non deviare dal sentiero.

Gli Angeli conoscono l’importanza della meditazione e saranno sempre pronti ad aiutarci durante la meditazione. In più, coloro che ci hanno aiutato e protetto la prima volta desidereranno farlo di nuovo, in modo che fra noi e loro si stabilisca una relazione molto forte, forniremo una specie di società, di squadra. È la fratellanza degli Angeli e degli uomini.

Fonte: lacasadegliangeliedegliarcangeli.it