A ogni essere umano è stata donata una grande virtù: la capacità di scegliere. Chi non la utilizza la trasforma in una maledizione… e altri sceglieranno per lui.
Paulo Coelho

Non sempre ce ne rendiamo conto ma scegliamo costantemente, anche quando crediamo di non avere nessuna scelta.

Ogni giorno scegliamo di alzarci, di andare a lavoro, di tenere la casa pulita. Poi andiamo al supermercato e scegliamo, tra tanti, il brand preferito di dentifricio o di cereali.

Se crediamo di essere totalmente liberi in queste scelte la verità è che siamo solamente liberi all’interno della gamma di opzioni disponibili. Cioè, sarebbe difficile scegliere un dentifricio che non esiste negli scaffali di un supermercato.

Allo stesso modo, sarebbe difficile scegliere di non andare a scuola o di passare due anni a viaggiare in giro per il mondo, perché ci sono delle considerazioni pratiche e dei valori culturali che ci “impediscono”di farlo.

In altre parole, l’economia e i valori della famiglia/società definiscono un framework, una cornice di riferimento generale che serve a contenere le nostre scelte individuali.

Nonostante ciò, ci sono 4 scelte fondamentali che possono essere fatte da ogni essere umano, in qualsiasi framework culturale, economico o sociale. 

Vengono definite fondamentali in quanto gettano le fondamenta che indirizzeranno scelte successive e perché, una volta fatte, scritte o pronunciate con convinzione, orientano il modo stesso di vivere, e comportano l’esclusione di ogni scelta che possa andare contro la loro ragion d’essere.

Per chi fosse interessato, consiglio di pronunciare queste scelte o di metterle per iscritto, con una certa frequenza. Più le facciamo nostre e più grande sarà il loro impatto nelle nostre vite.

1. Scelgo di essere libero/a.

Il concetto di libertà è qui molto personale. Può essere interpretato come libertà economica o sentimentale. O forse vuol dire libertà di movimento. Quello che, personalmente, intendo quando faccio questa scelta è la libertà dal pregiudizio e la libertà da ogni forma di debito. Essere libero per me vuol dire impegnarmi a mantenere una prospettiva aperta sul mondo e sulle persone, ed evitare di fare una vita al di sopra dei miei mezzi di sostentamento.

2. Scelgo di essere in buona salute.

Non esiste libertà di qualsiasi tipo senza una mente sana e un corpo sano. Questa scelta ha a che fare con la cura di sé stessi, con tutto ciò che ci rende sereni e pieni di energia. Per viverla con convinzione bisognerebbe impegnarsi a mangiare bene, fare tanto esercizio, e a eliminare tutte quelle abitudini o vizi che possono, alla lunga, compromettere il benessere mentale e fisico.

3. Scelgo di essere vero con me stesso/a.

Questa è la scelta della consapevolezza. È una scelta che comporta il non mentire a sé stessi, il non indulgere in comportamenti che arrecano un danno a noi o agli altri. Comporta anche scoprire cosa siamo e poi fare di tutto per attualizzarlo.

4. Scelgo di essere la forza creativa predominante della mia vita.

Sono altamente convinto che questa sia la scelta più importante da fare e, al tempo stesso, la più difficile, per un solo motivo: per farla serve accettare di avere piena responsabilità di quello che ci accade.

Essere una forza creativa, infatti, non vuol dire solo essere in grado di fare qualcosa di creativo come dipingere o comporre. E non vuol dire nemmeno essere un vulcano di idee.

In questo contesto essere una forza creativa predominante vuol dire essere l’agente principale della propria esistenza. Vuol dire essere in grado di creare il proprio futuro, decidere liberamente cosa fare, con chi stare, dove stare, come vivere. Vuol dire accettare che quello che abbiamo lo abbiamo perché lo abbiamo creato noi.

E quando dico “creato” intendo usare la parola in senso molto ampio.

Tutte le volte in cui il nostro agire comporta il venire alla luce di qualcosa che prima non esisteva si è “creato”.

In questo modo si può creare una relazione, una famiglia, un’amicizia; si può creare un’opportunità di lavoro, una vacanza o un esperienza.

Per creare, dunque, s’intende “creare le condizioni perché qualcosa, qualsiasi cosa, possa avvenire”.

Usando la stessa logica, e qui viene la parte più difficile, quando accade l’opposto di quello che vorremmo, per esempio la rottura di un rapporto, vuol dire che, anche lì, abbiamo creato le condizioni perché ciò potesse accadere.

Non è facile accettarlo, anche perché uno potrebbe obiettare: “Che colpa ne ho io se la mia ragazza mi ha lasciato?”

E qui sta il punto principale. Andando a fondo alle cose è facile riscontrare che a volte anche la persona che sembra la vittima ha contribuito a creare le circostanze che hanno portato alla separazione.

Magari ha “scelto” di ignorare la sua partner per diversi anni, magari non si è accorto di averla fatta sentire sola, o magari ha scelto, inconsapevolmente, la persona sbagliata per lui.

Ecco che, allora, anche lui avrà “creato” la separazione, e sarà stato, in questo caso, una forza distruttiva.

Per scegliere invece di essere una forza creativa predominante bisogna essere pronti a creare cose che servono, che rendono felici. Bisogna essere pronti a smettere di incolpare il destino, la sfortuna o gli altri per quello che non ci rende felici. Bisogna essere pronti a smettere di essere una vittima…della vita, delle circostanze, della crisi, delle persone.

Forse non ce ne rendiamo sempre conto ma l’universo che ci circonda “reagisce” ai nostri pensieri, alle nostre parole, alle nostre azioni, ai nostri umori. Si può vivere pensando che non sia vero, pensando che tutto accada a prescindere da noi, o si può scegliere di credere in questo nostro potere.

In definitiva, questa è la scelta di chi preferisce credere, la scelta di chi vuol dare dignità ed efficacia a tutte le altre scelte.

Se la fai, e ci credi, tutto diventa possibile, tutto passa sotto il tuo controllo, inclusa la libertà, la salute, la felicità e l’amore.