Se non vivi la tua vita con una mente aperta troverai molte porte chiuse – Mark W. Perrett

Forse tutti abbiamo quel parente che dice sempre le stesse cose. Del tipo che quando si parla di politici gli senti ripetere la frase “sono tutti incompetenti”, o che quando si parla di campagne di beneficienza dice “sono solo una truffa”.

Sono casi leggermente estremi, ma non per questo anormali.

In modi diversi tutti noi abbiamo dei pensieri ripetitivi, delle associazioni mentali con persone, fatti, luoghi, esperienze, argomenti.

Se dico la parola “meridionale”cosa ti viene in mente?

E se dico la parola “cane”? o la parola “lavoro”?

Per ogni cosa che esiste abbiamo delle convinzioni abbinate ad essa, e queste convinzioni fanno un po’ da bussola, come una sorta diGoogle Maps mentale.

In altre parole, le convinzioni servono a darci una panoramica di insieme, a capire meglio il mondo, a capire dove andare, con chi parlare, con chi non parlare, cosa studiare, come impiegare il nostro tempo.

Io che sono convinto che la matematica non faccia per me ho sempre evitato di studiarla o approfondirla.

Visto, invece, che credo sia importante capire sé stessi, ho passato e passo molto tempo a leggere libri di crescita personale.

Quando penso alla mappa delle convinzioni mentali non immagino una mappa vera e propria ma più una sorta di casa piena di stanze. Ogni stanza contiene un argomento specifico come per esempio “scuola”, “relazioni”, “feste”o “shopping”.

Al suo interno, poi, ogni stanza è “arredata” con tutte le associazioni mentali e idee che abbiamo riguardo a quel particolare argomento.

Nella stanza “shopping” ci saranno tutte le frasi ricorrenti che pronunciamo quando si parla di shopping come “non mi piace”, “odio farlo con la mia ragazza”,o “lo faccio solo per rilassarmi”.

Nella stanza della “scuola” ci saranno frasi come “non mi piaceva studiare da ragazzino”o “passavo tutti i pomeriggi davanti ai cartoni animati invece di fare i compiti”.

Prendiamo adesso l’esempio di una persona che abbia una visione molto cinica della vita, una persona che non creda nell’integrazione e che pensi sempre al lato pratico delle cose.

Osserviamo le sue convinzioni su 4 argomenti specifici: i meridionali, il lavoro, i cani e il fidanzato di sua sorella, Marco.

Che tipo di esperienze credi che potrà avere questa persona? Che tipo di scelte sarà usuale fare nella sua vita?

Probabilmente non sarà qualcuno che passa tutte le estati in Sicilia, e probabilmente non chiamerà Marco ogni fine settimana per invitarlo a cena.

Ecco allora il punto centrale del nostro discorso. Come l’app di Google Maps, le nostre convinzioni guidano, limitano, o ampliano, il nostro ventaglio di scelte e di esperienze.

Più chiuse e generiche saranno e più ci impediranno di vedere il bello che c’è dietro le apparenze.

Pensare che i meridionali sono tutti pigri sarebbe un po’ come mettere un ingombrante armadio dentro la stanza mentale adibita alla diversità e non permettere a nient’altro o nessun altro di poter entrare.

Quest’armadio limiterebbe di molto la libertà di movimento del pensiero in quanto non permetterebbe al padrone di casa di esplorare la stanza, gli impedirebbe di avere esperienze che smentiscono la sua convinzione, gli impedirebbe di avere un miglior amico calabrese o di scoprire l’ingegnosità e la generosità di tantissime persone del sud.

In ogni ambito della vita essere capaci di “alleggerire” le convinzioni potrebbe allora aiutare a scoprire scompartimenti di mondo che non si sapeva esistessero.

Un po’ come succede nella favola delle Cronache di Narnia dove esiste un mondo fantastico dietro quello che, in apparenza, sembra solo un armadio.

In breve, se uno è abituato a ragionare per stereotipi o se ha forti preconcetti su tutto, come la persona dell’esempio summenzionato, avrà poco da scoprire nella vita. Se, al contrario, riuscirà a mantenere una visione aperta avrà più possibilità di vivere esperienze nuove.

Per “aprire” di più la sua mente e aggiornare le sue convinzioni, allora, la stessa persona dovrà “auto-testare” le sue opinioni.

Se vorrà mettere in discussione la sua convinzione sui meridionali, per esempio, potrà farsi delle semplici domande: 

  1. Posso dire con assoluta certezza che è vero? 

  2. Come mi sento quando ho questo pensiero o quando lo pronuncio a voce alta? 

  3. Cosa sarei, o cosa farei, se non avessi questa convinzione? 

Se il processo di aggiornamento funziona, e se sarà disponibile a rinunciare a ciò in cui crede, la sua visione delle cose ne potrebbe risultare alterata… in questo modo:

Ripetendo le domande di prima: che tipo di esperienze credi che potrà avere questa persona? Che tipo di scelte sarà usuale fare nella sua vita?

La risposta sarebbe: diverse rispetto all’inizio no?

Molte opzioni che prima erano non-disponibili per lui adesso diventano aperte, come la possibilità di avere un cane, la possibilità di instaurare un rapporto di amicizia con Marco, la possibilità di fare un lavoro più significativo o la possibilità di scoprire la bellezza della Sicilia.

Quando una convinzione radicata viene abbattuta un altro pezzetto di mondo diventa accessibile, nuove esperienze diventano più probabili, e noi stessi cresciamo, diventiamo più grandi, più obiettivi, più saggi.

Perché così come l’app di Google Maps può condurci fuori strada se non è costantemente aggiornata per riflettere i cambiamenti del territorio, anche le nostre convinzioni possono storpiare la nostra visione del mondo se non riflettono la realtà delle cose in modo più obiettivo.

Aprire la propria mente serve, serve ad essere più liberi di fare esperienze significative, di incontrare persone che potrebbero arricchirci in modi inaspettati.

La libertà, dunque, non è veramente tale fino a quando tutti paletti mentali non vengono abbattuti, fino a quando non si ritorna ad essere come i bambini, privi di preconcetti sul mondo e sulle persone, sempre pronti ad essere sorpresi.

Se applicassimo questo concetto a tutto, se fossimo così aperti anche con le persone che fanno parte della nostra vita, se fossimo pronti a dare il beneficio del dubbio a loro e a noi stessi, se fossimo capaci di smettere di giudicare con ferocia tutto quello che si muove forse, e dico forse, il mondo si trasformerebbe in un posto molto più bello, molto più empatico.