La preghiera ci connette con l’Universo e ci rende capaci di partecipare al processo di creazione. 

Ma in che senso?

Non dico che possiamo essere un Dio in terra.

Semplicemente pregare con convinzione vuol dire tenere viva l’emozione che si proverebbe se avessimo quello che desideriamo più ardentemente.

Cosa vuoi? 

Cosa vorresti avere nella tua vita? 

Chi vorresti essere? 

Non tra dieci anni, non quando sarai grande o vecchio, ma in questo preciso momento. 

In molti quando si fanno queste domande rispondono “soldi”, dimenticandosi che i soldi sono un mezzo per soddisfare un bisogno o placare un’ansia. 

Allora, andando alla radice, quale bisogno vorresti soddisfare adesso? 

Il fatto stesso di farsi queste domande pone in moto un processo di apertura. Nel momento stesso in cui mi chiedo Cosa desidero? Inizio a comunicare con l’Universo, l’Universo che sta fuori e l’Universo che sta dentro di me. 

E qual’è il mezzo preferenziale di comunicazione tra noi e l’Universo? La preghiera. 

Ti sarà forse familiare l’atto di pregare.

Seduti o in ginocchio tra le panche della chiesa, mani giunte e mento basso, occhi chiusi mentre si ripetono a memoria le parole che ci hanno insegnato al catechismo.

Beh, questo è esattamente l’opposto di quello che si intende qui. 

La preghiera di cui stiamo parlando non è una recita, non è generica, non è una formalità.

Ma soprattutto la preghiera di cui stiamo parlando non è una richiesta, non inizia con Ti prego, non serve a chiedere a Dio, o chicchessia, di darci qualcosa che non abbiamo. 

L’Universo parla il linguaggio delle emozioni

Se ci inginocchiamo a pregare per chiedere di essere salvati da una situazione economica precaria le nostre emozioni manderanno un segnale preciso, un segnale che contiene il messaggio “sono povero”.

Sarà allora quel segnale stesso ad avere valenza, sarà questo il messaggio che verrà recepito e che finirà per sovrascrivere la richiesta di aiuto. 

La preghiera che aiuta il processo di consapevolezza e di crescita ha una natura diversa.

Come dicevo prima parte dalla sintonia con uno stato emotivo preciso, da un essere presenti nel qui e ora, dalla convinzione di avere, nel qui e ora, tutto quello che serve. 

Quando io prego allora non dico Per favore dammi, ma dico IO SONO

Adesso io sono abbondanza, io sono buona salute, io sono amore, io sono gratitudine, io sono apprezzamento, io sono empatia, io sono opportunità lavorative, io sono perseveranza, io sono motivazione, io sono creatività. 

Iniziare la preghiera con IO SONO ti permette di inserire in questo “veicolo” tutto quello che vuoi, che sia una caratteristica del carattere o un oggetto, purché tu sia consapevole della natura e origine della tua richiesta.

Nell’atto di pregare è dunque importante sentirsi calmi, avere fiducia nelle parole che vengono pronunciate, sapere esattamente quello che significano per noi. 

Non stiamo ripetendo a pappagallo una filastrocca vuota, stiamo creando una connessione emotiva con la vibrazione di parole come  Gratitudine, Amore, Salute, Abbondanza.

Stiamo immaginando nella nostra mente esattamente cosa vuol dire essere grati, amati, in buona salute, avere quello che serve. 

Più specifica sarà l’idea e più efficace sarà la preghiera.

Ci potrà volere un po’ per imparare il proprio modo di pregare, ci potrà volere un po’ per creare il contenuto personalizzato di ogni preghiera, e il metodo preferito. 

Potresti pregare in piedi o in ginocchio, seduto in meditazione o a letto prima di andare a dormire. 

La cosa importante è che tu sia convinto di quello che dici, che tu sia connesso con la vibrazione emotiva delle tue parole e che abbia fiducia nel loro potere. 

Immagina di stare rilasciando nell’etere delle frequenze che andranno ad aprire dei varchi nel tuo cammino, che scolpiranno la tua realtà per renderla più vicina ai tuoi desideri, che echeggeranno nello spazio e che saranno in qualche modo captate dalle persone che ti aiuteranno a realizzare i tuoi sogni. 

In fondo è questa la preghiera, un’onda radio che parla un linguaggio non esplicito e scolpisce il nostro presente e il nostro futuro.

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