Il Secondo Cervello: la Pancia

Il Secondo Cervello: la Pancia

Il nostro sistema nervoso enterico (SNE) è composto da un’intera rete di neuroni presenti nel nostro tratto gastrointestinale, che si estende dalla bocca all’ano. Si tratta di un sistema estremamente complesso, che regola la motilità gastrointestinale, la secrezione di ormoni, la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. Il SNE è così complesso e organizzato che è stato soprannominato “secondo cervello” o “cervello enterico”.

Il SNE è composto da oltre 100 milioni di neuroni, un numero pari a quello presente nel midollo spinale o nel sistema nervoso periferico. Inoltre, contiene una vasta gamma di neurotrasmettitori e recettori simili a quelli presenti nel sistema nervoso centrale (SNC). Alcuni di questi neurotrasmettitori includono la serotonina, la dopamina e la noradrenalina, che sono coinvolti nella regolazione dell’umore e del comportamento.

Ma perché esiste un secondo cervello nel nostro tratto gastrointestinale? Ci sono diversi motivi per cui il nostro corpo ha sviluppato questo sistema nervoso. Innanzitutto, il SNE svolge un ruolo importante nella regolazione del movimento e della motilità intestinale, aiutando il cibo a muoversi attraverso il nostro tratto gastrointestinale in modo efficiente. Inoltre, il SNE regola la secrezione di acido e di enzimi digestivi, che sono necessari per la digestione e l’assorbimento dei nutrienti.

Ma il SNE non è solo importante per la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. Si è scoperto che il SNE può anche influenzare il nostro umore e il nostro comportamento. Ad esempio, la serotonina, che viene prodotta in gran parte nel tratto gastrointestinale, è un neurotrasmettitore che regola l’umore e il comportamento. Studi recenti hanno dimostrato che le alterazioni nel microbiota intestinale, il quale interagisce direttamente con il SNE, possono influire sulla produzione di serotonina e sull’umore.

Ma quali sono le prove scientifiche che dimostrano l’esistenza di un secondo cervello? Uno degli esperimenti più famosi è stato condotto dal neurobiologo Michael Gershon presso la Columbia University Medical Center. Gershon ha dimostrato che i neuroni del SNE sono in grado di controllare la motilità intestinale indipendentemente dal cervello. Ha anche dimostrato che i neuroni del SNE sono in grado di rilevare e rispondere a sostanze chimiche come gli ormoni e i neurotrasmettitori, proprio come i neuroni del cervello.

Un altro studio interessante è stato condotto presso l’Università di California a Los Angeles (UCLA), dove i ricercatori hanno scoperto che i batteri intestinali possono influire sull’umore e sulla salute mentale. In uno studio su topi, i ricercatori hanno trapiantato il microbiota intestinale di topi depressi in topi sani e hanno osservato un aumento della tristezza e dell’ansia nei topi sani. Inoltre, hanno scoperto che i topi con il microbiota intestinale alterato presentavano un aumento dei livelli di corticosterone, un ormone dello stress, e una diminuzione dei livelli di serotonina.

Altri studi hanno dimostrato che il SNE può influenzare anche la memoria e la cognizione. Ad esempio, un gruppo di ricercatori della Northeastern University ha scoperto che i neuroni del SNE sono in grado di trasmettere informazioni al cervello attraverso il nervo vago, che collega il tratto gastrointestinale al cervello. Questo processo viene chiamato “asse intestino-cervello” e può influenzare la memoria e la cognizione.

Inoltre, ci sono prove che la dieta può influire sulla salute del SNE. Uno studio condotto presso l’Università di California a San Francisco ha dimostrato che i topi alimentati con una dieta ricca di grassi e zuccheri presentavano un microbiota intestinale alterato e un aumento della permeabilità intestinale. Questo ha portato a un’infiammazione cronica del tratto gastrointestinale e a una diminuzione della motilità intestinale.

In conclusione, il nostro sistema nervoso enterico, o “secondo cervello”, è un sistema complesso e organizzato che regola la motilità gastrointestinale, la secrezione di ormoni, la digestione e l’assorbimento dei nutrienti. Inoltre, il SNE può influenzare il nostro umore, il nostro comportamento, la memoria e la cognizione. Ci sono molte prove scientifiche che dimostrano l’esistenza e l’importanza del SNE, e la ricerca continua a scoprire nuovi aspetti di questo sistema nervoso complesso e affascinante.

Il secondo cervello

La chiave di stress, ansia e tensione è nella pancia. Qui, infatti, si trova un vero e proprio secondo cervello, con importanti funzioni che si riflettono sull’intero organismo che regola le emozioni, i ricordi e il piacere. A lungo l’intestino e’ stato considerato una struttura periferica, deputata a svolgere funzioni marginali. La verità è che la nutrizione influenza il nostro pensiero e la nostra mente inconscia in una proporzione addirittura del 90%! Oltre a mostrare un collegamento diretto con lo sviluppo di quasi tutte le malattie.

“Sappiamo che, per quanto il concetto possa apparire inadeguato, il sistema gastroenterico è dotato di un cervello. Lo sgradevole intestino è più intellettuale del cuore e potrebbe avere una capacità “emozionale” superiore. È il solo organo a contenere un sistema nervoso intrinseco in grado di mediare i riflessi in completa assenza di input dal cervello o dal midollo spinale.”

Basi scientifiche
Lo afferma Michael D. Gershon, esperto di anatomia e biologia cellulare della Columbia University autore del best seller “Il Secondo Cervello” – “Basti pensare che l’intestino, pur avendo solo un decimo dei neuroni del cervello, lavora in modo autonomo, aiuta a fissare i ricordi legati alle emozioni e ha un ruolo fondamentale nel segnalare gioia e dolore. Insomma, l’intestino è la sede di un secondo cervello vero e proprio. E non a caso le cellule dell’intestino – spiega l’esperto americano ‐ producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere” [Vedi l’articolo sul sito della Columbia University]

La fonte della felicità
Nella pancia troviamo infatti tessuto neuronale autonomo. E non a caso le cellule dell’intestino – aggiunge Gershon – producono il 95% della serotonina, il neurotrasmettitore del benessere. L’intestino rilascia serotonina in seguito a stimoli esterni, come immissione di cibo, ma anche suoni o colori. E a input interni: emozioni e abitudini.” Studi su cavie geneticamente modificate, ma anche in vitro, ‘hanno dimostrato l’esistenza di un asse pancia-testa. Per Gershon e’ la prima a dominare, almeno in certi campi.


APPROFONDIMENTO SULLA SEROTONINA

La serotonina è coinvolta in numerose e importanti funzioni biologiche: ciclo sonno-veglia, desiderio sessuale, senso di fame/sazietà, umore e peristalsi. Avere un livello di serotonina bassa può comportare disturbi dell’umore, problemi di natura sessuale, problemi a dormire, problemi a defecare, accentuare l’ansia e contribuire a stati depressivi.
La serotonina interviene nel controllo dell’appetito e del comportamento alimentare, determinando una precoce comparsa del senso di sazietà, una minore assunzione di carboidrati a favore delle proteine e una riduzione, in genere, della quantità di cibo ingerita. Non a caso, molte persone che lamentano un calo dell’umore (ad esempio una depressione pre-mestruale, vedi sindrome pre-mestruale) avvertono un bisogno importante di dolci (ricchi di carboidrati semplici) e cioccolato (contiene e favorisce la produzione di serotonina, perché ricco di zuccheri semplici, oltre che di sostanze psicoattive). ]

Il nostro potere è nella pancia

La quantità di messaggi che il cervello addominale invia a quello centrale e’ pari al 90% dello scambio totale, sostiene il ricercatore. Per la maggior parte si tratta di messaggi inconsci, che percepiamo solo quando diventano segnali di allarme e scatenano reazioni di malessere. “Quanti – dice – hanno sperimentato la sensazione delle “farfalle nello stomaco” durante una conversazione stressante o un esame?. E’ solo un esempio delle emozioni della pancia, come nausea, paura, ma anche dolore e angoscia. Il sistema nervoso enterico comunica con quello centrale. E quando l’intestino soffre, ad esempio per la sindrome del colon irritabile, la persona ne risente anche a livello psichico.” I bambini che soffrono di colon irritabile da piccoli, hanno la quasi certezza di soffrire anche da grande, di ansia e/o depressione. [Vedi anche Colon e Sistema Immunitario. Ecco dove risiede la nostra forza]

Conflitti emotivi

Il cervello di sotto quindi, non è solo legato alle reazioni al cibo ingerito, ma può pensare, prendere decisioni, provare sensazioni autonomamente da quello di sopra, come insegna la neurogastroenterologia, vedi la colite, l’ulcera, i bruciori di stomaco ecc. che sono proprio malattie causate dallo stress (emozioni forti, non digerite) ed i mediatori con causali sono poi i batteri che si mutano perché le condizioni del terreno intestinali di pH sono variate. [Vedi anche Il tuo medico ti ha mai parlato dei parassiti intestinali?]

Massagiare la pancia, respirazione addominale ed esercizio fisico

Diversamente dai neuroni contenuti nella scatola cranica, quelli sparsi in tutto il resto del corpo possono essere “massaggiati”, sia con il vero massaggio che stimola i corpuscoli tattili e i recettori fibro muscolari e tendinei, sia con il movimento. Inoltre i centri nervosi viscero-addominali possono essere stimolati col respiro addominale (non toracico), come insegnano tutte le discipline orientali.

Alimentazione corretta, meditazione e integrazione dei conflitti

Dunque stress e ansia pesano sull’intestino e ne alterano il funzionamento. Ma e’ vero anche il contrario: dieta e disordini intestinali sono collegati a variazioni dell’umore. Insomma, nella pancia c’e’ un cervello che assimila e digerisce non solo il cibo, ma anche informazione ed emozioni che arrivano dall’esterno. E che copre un’area vasta: il tessuto intestinale srotolato ha dimensioni di 200-250 metri quadri, ed e’ abitato da 10.000 miliardi di cellule batteriche. Per trattare i disturbi di funzionali del tratto gastroenterico varie tecniche di meditazione si sono dimostrate utili. [Vedi Mindfulness. La meditazione-medicina del momento presente] Bisogna avere quindi l’alimentazione sana (senza latticini, molte verdure, molta frutta, poche proteine animali) e combinare in maniera corretta gli alimenti [Vedi La combinazione degli alimenti]. Per il risolvimento dei conflitti sono molto utili il Rebirthing, Hoponopono e EFT. [Vedi Rebirthing – La respirazione circolare che guarisceHoponoponoEFT – Autotrattare traumi, fobie e dipendenze in modo semplice!

Fonti
coscienza.org

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