La Legge della Risonanza

La Legge della Risonanza

Sono fermamente convinta che non esiste il Caso o il Destino. Tutto ciò che ci capita avviene per una ragione ben precisa. Anche le persone che incontriamo interagiscono con noi per un motivo preciso che magari ancora non conosciamo.
Ogni cosa nella nostra vita accade perché deve accadere, per farci capire qualcosa o per portarci su una strada che dobbiamo percorrere.

Anche il nostro nemico ha qualcosa da insegnarci per la nostra evoluzione spirituale.

Quando qualcuno ti irrita è probabilmente perché:

  1. vedi in lui una parte di te stesso che non ti piace. Rifiuti di vedere quella qualità in te e non ti piace vederla nemmeno in un altro;
  2. il modo in cui quella persona ti maltratta rispecchia il modo in cui maltratti te stesso.
  3. ti ricorda qualche problema al quale sei attaccato: qualcuno che non hai perdonato, qualche limitazione con la quale non ti sei riconciliato;
  4. non ti permette di distorcere la verità come fai di solito, oppure non si presta al tuo gioco, non sostiene le tue illusioni preferite, non vuole ignorare ciò che è ovvio.

Qualunque sia la situazione che ti disturba, può essere volta a tuo vantaggio oppure essere sprecata. Puoi scegliere di guardare dentro di te e cercare quale paura sepolta, o quale dolore nascosto, o quale rabbia repressa siano stati riattivati e portati in superficie, oppure di guardare fuori e dare la colpa a qualcun altro, accusare qualcuno di volerti usare.

Puoi imparare e crescere grazie a questa situazione, oppure perdere una preziosa occasione. In questo caso il cosmo (la vita) deve prendersi la briga di ricreare nuovamente la stessa situazione, per un numero infinito di volte, finché alla fine non riuscirai a capire.

Quando ti rendi conto che qualcuno ti sta facendo soffrire, devi essere grato a quella persona perché in quel momento è il tuo insegnante. Essendo esattamente quello che è, ha “premuto un pulsante” nel tuo subconscio. Ora questo “pulsante” può diventare consapevole e tu hai fatto un passo in più verso la libertà.

Laura


I Sette Specchi Esseni (o dei rapporti)

Sono antichi strumenti conosciuti e diffusi dagli Esseni che ci aiutano a riconoscere le emozioni che affrontiamo nella vita di tutti i giorni e a trasformarle, modificando, così, noi stessi in esseri a più alta vibrazione.

La nostra realtà interiore ci viene riflessa dalle persone e dalle azioni che cl circondano.

1) Specchio del momento – Ciò che noi inviamo alle persone che ci stanno accanto. E’ l’aspetto di noi stessi riflesso negli altri, nel momento presente.

2) Specchio di ciò che viene giudicato – E’ ciò che noi giudichiamo nel presente. Se poniamo molta carica su delle qualità o negatività e le giudichiamo negli altri, la vita ci pone in condizione di vivere delle esperienze, delle relazioni che ci rimanderanno indietro questi modelli. Una volta che il modello viene riconosciuto ed integrato esso sparirà in tutti gli aspetti della nostra vita perché questa è di natura olografica.

3) Specchio di ciò che ho perduto, ceduto o mi è stato portato via.  Nella vita rinunciamo consapevolmente o inconsapevolmente ad una parte dì noi stessi per sopravvivere alle esperienze che ci capitano o perché qualcuno esercita un potere su di noi. Quando sentiamo un’attrazione magnetica nei confronti di un’altra persona siamo portati a pensare di essere innamorati oppure non riusciamo a capire perché ci sentiamo così attratti. In quel momento, quando sentiamo un pizzicorìo lungo la colonna vertebrale, la vita ci mostra qualcuno che possiede delle qualità, delle caratteristiche che abbiamo perduto e ricerchiamo per recuperare la nostra interezza. Noi siamo attratti da coloro che possiedono ciò che abbiamo perso per rinforzare la nostra mancanza, fin tanto che non lo riconosciamo e lo recuperiamo nella nostra vita.

4) Specchio dell’amore più dimenticato – E’ lo specchio che ci permette di osservare noi stessi in uno stato di dipendenza e compulsione. Attraverso la dipendenza e la compulsione noi rinunciamo alle cose che amiamo di più, e mentre le cediamo vediamo noi stessi quello a cui maggiormente teniamo e ne siamo sempre più sconfortati. Il caso estremo è quello dell’alcolista o del drogato, ma ci sono dipendenze anche meno appariscenti che funzionano allo stesso modo. Il modello si crea lentamente nel tempo e può essere riconosciuto e guarito ad ogni stadio senza aspettare di arrivare ai limiti estremi.

5) Specchio del padre e della madre – Le azioni dei nostri genitori nei nostri confronti rappresentano quello che noi proviamo verso il nostro padre o madre celeste, ossia verso l’energia maschile e femminile del nostro creatore. Attraverso il rapporto con i nostri genitori essi ci mostrano le nostre aspettative e credenze verso il rapporto divino. La madre ed il padre terreni incarnano una parte terrena rappresentando gli aspetti della divinità come uno specchio potentissimo. In tutta la vita noi profondamente cerchiamo l’amore e l’approvazione dei nostri genitori perché in realtà desideriamo l’amore e l’approvazione Divina.

6) Specchio della ricerca nell’oscurità – E’ l’oscura notte dell’anima, sono i momenti più difficili che attraversiamo nella nostra vita. Occorre sempre tenere presente che quando attraversiamo queste alte sfide noi possediamo tutti gli strumenti che ci servono per superare la prova che stiamo vivendo. Non accade mai nulla che noi non siamo in grado di affrontare. La vita tende sempre verso l’equilibrio. In questi momenti bui, noi siamo nudi di fronte a noi stessi. Se in questi momenti comprendiamo che la luce e l’oscurità sono ambedue al nostro servizio per sviluppare noi stessi, il nostro corpo lo percepisce e lo riflette anche nei nostri rapporti umani. Così ci è data la possibilità di guarire dalle nostre paure. Se ammettiamo la possibilità che ambedue queste forze siano al nostro servizio potremo guarire dalle paure e provare solo amore ed è sufficiente guarire un singolo ricordo per guarire le nostre paure universali. Fin tanto che non riusciremo a riconciliare la luce e l’oscurità la compassione non avrà molto senso per noi.

7) Specchio della percezione del sé – E’ lo specchio più difficile, più sottile da riconoscere. Ci invita a cercare la perfezione nell’imperfezione della vita. Ammettere che ciascuna esperienza è di per sé perfetta e naturale. Osservare le nostre esperienze senza paragonarle a nient’altro (in caso contrario a quale modello esterno dovremmo riferirci?). Noi stessi siamo il nostro unico elemento di riferimento per i risultati che raggiungiamo.

Fonti: Risvegliodiadamo

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