L’harpagophytum procubens, meglio conosciuto come artiglio del diavolo, originario dei deserti africani, prende il suo nome dal fatto che gli animali, quando si feriscono sulle sporgenze delle sue radici, simili ad artigli, si agitano dal dolore tanto da sembrare indemoniati.

Con l’artiglio del diavolo abbiamo un’arma in più per combattere i dolori senza dover fare ricorso a farmaci come la nimesulide o il paracetamolo, sostanze i cui effetti indesiderati sono ormai conosciuti da tutti. 

Proprietà

Si tratta di una pianta erbacea il cui fusto legnoso si arrampica su sostegni, ha fiori che tendono al colore rosso e frutti legnosi. In naturopatia si utilizza la radice, dalla strana forma di cui si diceva sopra, i cui principi attivi sono dei glucosidi (arpagosidi) dalle proprietà analgesiche e febbrifughe per le quali è utilizzato da sempre delle popolazioni africane.

Come antinfiammatorio si è dimostrato attivo nelle situazioni che provocano dolore e nelle infiammazioni osteo-articolari.

Possiede inoltre proprietà digestive, ipocolesterolemizzanti e uricemiche, dovute ai suoi principi amari capaci di stimolare la produzione biliare.

Come si usa

Lo possiamo usare sia per uso interno che esterno.
In pomata o gel, è un ottimo antidolorifico per artrosi, artriti, tendiniti e dolori reumatici.

Per uso interno, lo troviamo in commercio in forma di compresse o estratto fluido: si somministra una compressa tre volte al dì dopo i pasti, o 40 gocce sempre in tre somministrazioni da diluire in acqua.

Si può preparare anche la tisana di artiglio del diavolo, con decotto di radici al 2 per cento, lasciato in acqua bollente per 15 minuti.

Avvertenze

Attenzione all’assunzione orale in caso di gastrite o ulcere gastro-duodenali. Non usare in gravidanza.
E ricordiamoci che la natura cura sempre senza fare male.

Fonte: scienzaeconoscenza.it | Link

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