Lo schiavo di Anand Dilvar

Lo schiavo di Anand Dilvar

Anand Dílvar é autore e direttore generale di El Camino Rojo Ediciones e del Vision Quest “A Gathering Place”, un bel centro di ritiro nella Valle de Bravo nello stato del Messico, dove lui stesso riceve i suoi lettori e gli amici in ritiri, workshop e seminari sullo sviluppo umano e spirituale. Dedica la maggior parte del suo tempo alla ricerca di insegnamenti ed esperienze che lo aiutino nel proprio sviluppo personale per poi condividerle con altri tramite i suoi libri. E’ diventato discepolo di Osho in India nel 2003.

Le sue priorità non sono più il riconoscimento sociale, il successo economico, la realizzazione professionale, bensì l’amore, la compassione e la celebrazione della vita.

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In ognuno di noi c’è una grande forza che ci permette di uscire dalle peggiori situazioni.

Lo Schiavo é un libro diverso dagli altri testi di consapevolezza e di sviluppo personale: é piccolo nel formato ma così potente per l’intensità e la profondità dei contenuti che racchiude, tanto da essere stato introdotto nelle Università messicane come testo di studio.

É un libro che consiglio vivamente di tenere sempre a portata di mano, da leggere più volte soprattutto nei momenti difficili.

I potenti messaggi che questo libro comunica al lettore vengono trasmessi gradualmente attraverso una storia raccontata in prima persona dal protagonista che, a causa di un terribile incidente, si ritrova su un letto di ospedale, completamente immobile ma cosciente. Riesce a sentire e vedere tutto ciò che accade nella stanza ma la sua immobilità scatena in lui sentimenti di rabbia ed impotenza.

Quando però arriva ad invocare la morte inizia a sentire una voce che scoprirà essere la sua Guida interiore. Con essa comincia una conversazione molto interessante sul senso della vita mentre attorno a lui, nella sua stanza di ospedale, accadono diversi avvenimenti che offriranno lo spunto per tale riflessione.

Stiamo vivendo in un sogno comune a tutti, trascinati dalla routine quotidiana, intrappolati in comportamenti svilenti ed autodistruttivi, in rapporti conflittuali con noi stessi e con gli altri, in abitudini che disprezzaiamo e ci rendono dei robot programmati a fare cose che non amiamo.
Rispondiamo in modo automatico a ciò che ci hanno fatto credere fin da piccoli. Rispondiamo a credenze che ci sono state imposte e trasmesse da generazione in generazione.

Viviamo in una società nevrotica che alimenta credenze sbagliate, che promette falsi valori e che ha stabilito male le proprie priorità, volte alla competizione costante e all’irrefrenabile bisogno di accumulare cose materiali anziché alimentare la collaborazione tra le persone e curare i rapporti umani.

La maggior parte della gente é insoddisfatta e cade sempre nell’infida trappola dell’accumulare. Alcuni accumulano soldi e proprietà, altri conoscenze e titoli. Pieni di paura della povertà, di quel che diranno gli altri, di non essere persone valide. Non si rendono conto che non é quel che possiedono a renderle valide, ma quel che sono.

Ci riteniamo schiavi del Sistema, dei giudizi degli altri e delle credenze che ci sono state trasmesse. Tendiamo a dare la colpa agli altri (o a Dio) per quello che ci succede, senza comprendere che siamo esseri dotati di libero arbitrio, quindi siamo liberi di scegliere e di sbagliare, affrontando le conseguenze delle nostre azioni.
Questo significa che il destino non esiste, proprio perché siamo noi stessi a costruire il nostro futuro con ogni decisione che prendiamo in ogni momento della nostra vita.

Se tutti i giorni ti sembrano uguali, se sei in conflitto con qualcuno, se ti sembra che la vita ce l’abbia con te, se svolgi un lavoro che non ti piace e non ti appaga, se ti senti costantemente giudicato, se ti trovi in una situazione senza alcuna via d’uscita, allora questo libro fa al caso tuo!

Dopo averlo letto non sarai più lo stesso, avrai una visione completamente diversa, una nuova consapevolezza che ti renderà libero!

La vita é un miracolo e una grande occasione.
E’ come se un giorno ti offrissero un tesoro e tu non lo prendessi.
Tu hai la chiave della tua Prigione.
– Anand Dilvar –

 

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