Shungite: la pietra che protegge dai campi elettromagnetici

La Shungite

La natura di base della Shungite è il Carbonio in formazione carbonio-60 (C60) o 70, una forma detta allotropica per la quale gli atomi si legano configurando una sorta di pallone da calcio da 60 o 70 atomi.

Sull’origine della shungite esistono principalmente due ipotesi discusse dai ricercatori: la prima è che essa sarebbe un amalgama di diversi organismi planctonici fossilizzati; la seconda, a mio avviso più credibile, è che arriverebbe da un meteorite proveniente da una stella morta, altri che sia parte dell’asteroide Phaethon. Penso che quest’ultima ipotesi sia più accettabile, altrimenti ce ne sarebbe in abbondanza sulla terra ma, in ogni caso, questo minerale è vecchio all’incirca 2 miliardi di anni.

Comunque una cosa è certa: ad oggi non esiste un minerale avente una composizione equivalente a quella della shungite il che la rende UNICA, tanto che il suo mistero strutturale non è ancora stato completamente chiarito dalla comunità scientifica, né sul piano fisico né su quello vibrazionale (la scienza è ben al corrente dell’esistenza di questo campo).

Un’altra cosa molto interessante da sapere è che la shungite è il solo minerale organico che contiene in sé la totalità degli elementi naturali della tavola di Mendeleev; ciò significa che questa pietra contiene tutti gli elementi chimici presenti sulla Terra. Inoltre, dal punto di vista elettrico, è altamente conduttiva (anche più dell’oro): potrebbe questo avere a che fare con la Pietra Filosofale?

State tranquilli, non vi parlerò dei suoi aspetti strutturali, né dei dati accertati nei laboratori, ma solamente di ciò che rende la shungite una pietra unica: i fullereni.

Il dizionario Larousse definisce i fullereni come una varietà cristallina di carbonio la cui molecola è costituita da un gran numero di atomi.

Anche in Wikipedia c’è una definizione:

Un fullerene è una molecola composta da carbonio che può assumere una forma che ricorda quella di una sfera, di un ellissoide, di un tubo (chiamato nanotubo) o di un anello. I fullereni sono simili alla grafite, composta di fogli, anelli esagonali legati, ma contenente degli anelli pentagonali e talvolta ottagonali, il che impedisce al foglio di essere piatto. I fullereni furono scoperti nel 1985 da Harold Kroto, Robert Curl e Richard Smalley e questo valse loro l’attribuzione del premio Nobel per la chimica nel 1996. Il primo fullerene scoperto – il C60 – è composto da 12 pentagoni e da 20 esagoni e ad ogni vertice corrisponde un atomo di carbonio e ad ogni lato un legame covalente. Ha una struttura identica alla cupola geodetica o ad un pallone da calcio. Per questo motivo, viene chiamato “buckminsterfullerène” in onore di Buckminster Fuller che concepì la cupola geodetica o “pallone da football”.

Come possiamo vedere, il C60 forma una sfera. Ora, tutti gli alchimisti sanno che la sfera è il principio più stabile e più perfetto della creazione…

Cosa strana, la shungite è il solo minerale sulla terra a possedere in sé dei fullereni (peraltro abbondanti nell’universo) che, grazie alle loro proprietà fisiche e quantiche, sono probabilmente all’origine di numerosi benefici su tutto ciò che è vivente.

Gli effetti

Indossando oggetti di shungite si forma uno scudo protettivo contro tutte le forze che creano disturbo nel mondo degli esseri viventi.

Le onde elettromagnetiche, compreso il Wi-Fi, quelle prodotte dagli elettrodomestici e dai computer e altre forze come il fenomeno della gabbia di Faraday negli autoveicoli ecc., vengono neutralizzate da un vero e proprio scudo che, in realtà, non le blocca; esse vengono aspirate da questo famoso buco nero (il fenomeno dell’assorbimento), che si è allineato con il nostro campo biomagnetico (aura personale) che, di conseguenza, aumenta d’intensità.

Inoltre si verifica un fenomeno di radicamento molto profondo alla terra e, dolcemente, si mette in moto il riallineamento dei nostri corpi energetici che determina una centratura perfettamente stabile!

Con mia grande sorpresa – e non sono l’unico ad averlo constatato – questi effetti sono molto più potenti dell’azione della maggior parte degli altri minerali, tra cui la famosa tormalina nera.

Il difetto principale della tormalina nera (Schorl) sta nel fatto che si satura rapidamente e ha bisogno di essere purificata spesso, il che non avviene con la shungite.

La cosa divertente (un piccolo dettaglio che molte persone sensibili potranno constatare) è che a contatto con la pelle questa pietra provoca in noi la sensazione di una reazione a catena, tipo leggeri formicolii, come se tutta la macchina si mettesse in moto.

Per contro, faccio una raccomandazione molto importante a tutti i fanatici “intossicati” dalle pietre che se le portano continuamente addosso come se fossero alberi di Natale e, in generale, alle persone sensibili ai poteri dei cristalli: non rimanete mai a contatto con la shungite durante il sonno, salvo il caso che vedremo specificamente più avanti. Perché? La notte, o comunque quando ci addormentiamo, usciamo dal corpo per poterci rigenerare energeticamente; siccome la shungite ci mantiene collegati alla terra, potremmo intralciare questo processo generando disturbi del sonno, un risveglio con il mal di testa ecc.

L’unica eccezione è durante le meditazioni, attive o passive, perché in questo caso l’eventuale sonnolenza che viene a crearsi non sarà disturbata dagli effetti della shungite.

A proposito delle meditazioni, la shungite è di grande aiuto: in effetti, senza parlare del lavoro spirituale, mettendola sulla fronte, essa ci aiuta a far tacere il chiacchierio mentale; interviene infatti sulle nostre onde cerebrali, a seconda della nostra intenzione o del lavoro da svolgere, il che ci permette di migliorare la nostra concentrazione.

D’altro canto la mia personale opinione è che bisogna toglierla ogni tanto per non diventarne dipendenti: la shungite deve insegnare al nostro corpo ad auto-regolarsi progressivamente, allo scopo di diventare autonomo e non diventare assistito per sempre. Gli esseri umani hanno spesso la tendenza a diventare schiavi dei loro stessi strumenti, mentre dovremmo servircene per realizzarci, non per definire noi stessi attraverso di loro.

Per quanto riguarda il lavoro dei terapeuti e degli specialisti in discipline energetiche, la shungite portata su di sé impedisce di assorbire le eventuali negatività della persona da trattare, ma anche di scaricarle dalla propria aura. In questo caso essa funziona come un vero e proprio regolatore di flussi.

Citerò più avanti alcuni esempi di utilizzo della shungite nell’ambito di questa professione che è anche la mia, ma vorrei tornare sull’utilizzo della shungite a titolo puramente personale o per le persone che ci stanno intorno.

Tipi di Shungite

Esistono più tipi di shungite a seconda della diversa concentrazione di carbonio e di silicati presenti e precisamente:

  1. Shungite di tipo I (chiamata anche qualità argento, cristallina o meteoritica); ha apparenza semi-metallica, contiene fino al 90-98% di carbonio e silicati; ha un’altissima concentrazione di carbonio-fullerene, ma è così rara che rappresenta meno dell’1% della produzione totale di shungite ed è costosissima (intorno ai 2-5 euro al grammo). In ogni caso anche se ogni tanto uso il termine gergale di “shungite cristallina”, questo nome è errato perché la shungite, di fatto, non è cristallizzata;
  2. Shungite di tipo II (nera); contiene il 60-90% di carbonio e silicati e circa il 30% di carbonio-fullerene. Si tratta certamente del miglior prodotto che si possa trovare in giro in rapporto qualità/prezzo, per cui gli oggetti armonizzanti (ad esclusione di quella per l’acqua da bere) che descrivo in questo libro riguardano questa tipologia di shungite che proviene per lo più dalla cava di Zazhoghinskaia;
  3. Shungite tipo III e IV: si tratta di qualità in genere provenienti dalle cave di Macsovscaia e di Nigozerscaia, aventi contenuto di carbonio+silicati rispettivamente del 30-50% e al di sotto del 3%, per cui la percentuale di carbonio fullerene diviene molto bassa, motivo per il quale gli effetti energetici di queste tipologie sono molto blandi.

Inoltre ci sono anche altre pietre che vengono spacciate per shungite.

Test della conduttività

La shungite dal punto di vista elettrico, è altamente conduttiva (anche più dell’oro). E’ opportuno fare un test per sapere se avete della shungite o un’altra pietra.

Il principio del test di conduttività della shungite si basa sul fatto che il corpo da testare deve essere inserito dentro un circuito chiuso in cui scorre una determinata corrente; quando si collega la pietra da esaminare si possono ottenere due risultati possibili:

  • se il materiale è conduttivo, la corrente continua a circolare;
  • se il materiale è isolante, la corrente cessa di circolare.

Generalmente per verificare che la corrente sta effettivamente circolando nel circuito si utilizza una lampadina.

Se la lampadina si accende significa che il corpo testato è un conduttore elettrico, quindi si tratta di shungite, altrimenti se rimane spenta è un isolante e perciò non può essere shungite.

Con del materiale facilmente reperibile e con qualche conoscenza semplice di base, potrete quindi facilmente sapere se la vostra shungite è di buona qualità o se è una semplice imitazione.


La Shungite e l’acqua

L’acqua di shungite non è solamente un’acqua curativa ma può essere utilizzata tutti i giorni per mantenersi in forma.
Vadim Zeland nel suo libro TRANSURFING VIVO ha portato alla ribalta l’uso della shungite cristallina nell’uso del trattamento dell’acqua, così come ebbe modo di sperimentare lo Zar Pietro I più di 300 anni fa. A fine del 1600 Pietro I, il più grande degli Zar ma anche pluri-ammalato e acciaccato, venne invitato dai medici di corte di lasciare San Pietroburgo per qualche settimana e di spostarsi 400 Km. più a nord, nell’area della città di Shunga, “perché lì la gente guarisce”.
E così avvenne: dopo alcuni giorni di vacanza Pietro I si sentiva sempre meglio e fu così che promulgò un editto in cui, per rigenerarsi, obbligava tutti i soldati dell’impero a trascorrere 15 giorni all’anno di “vacanza” nel resort termale Acque Marziali che fece costruire al Lago Onega, nella contea di Shunga; inoltre, alla partenza, ogni soldato doveva tenersi nel proprio zaino una pietra di Shungite Èlite da immergere nell’acqua prima di berla affinché, in 30 minuti, l’acqua divenisse batteriologicamente pura in caso di necessità. Ad esempio, la concentrazione di microbi pericolosi di streptococco Enterococcus sembrerebbe diminuire durante questo periodo di 100 volte, mentre gli streptococchi causa di infezioni acute e croniche (scarlattina, mal di gola, impetigine, ectima, febbre reumatica, nefrite ecc.) di diverse centinaia di volte.
Dopo 24 ore l’acqua trattata con Shungite (di tipo Èlite che è carbonosa al 98%) assume anche importanti proprietà energetico-vibrazionali. Fu proprio in estate, nella guerra contro gli svedesi, che l’Impero Russo vinse contro un esercito svedese che aveva problemi di dissenteria per aver bevuto l’acqua del fiume batteriologicamente impura.

Lo Zar Pietro il Grande ufficializzò l’uso di queste acque dicendo, tra l’altro: “… poiché queste acque curano varie malattie crudeli, in particolare lo scorbuto, depressione morbosa, biliari, debolezza di stomaco, vomito, diarrea, pietre, reni e hanno il grande potere contro altre malattie …” dal decreto di Pietro il Grande relativo all’apertura del centro termale “Marcial Waters” ad Olonets, 20 marzo 1719  [Fonte: breaknotizie.com | Link]

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