A volte amo soffermarmi a guardare la Natura manifestarsi in tutto il suo splendore, a discapito dei nostri problemi, delle nostre paranoie, dei nostri dissapori. Siamo travolti dalla frenetica quotidianità, chiamati a svolgere mansioni inutili solo per guadagnare un misero stipendio che ci faccia tirare avanti in questa vita.

Ma quando ci renderemo conto di essere speciali?

Le persone originali danno sempre fastidio alla società.

Non sono così facili da manipolare, rimangono se stesse. Cercheranno di vivere la propria vita non secondo uno schema, ma secondo la loro visione.
Se una persona ama la musica resterà magari un mendicante, ma continuerà a vivere la sua vita da musicista.
Anche se gli fosse offerta la possibilità di diventare primo ministro, vivrà come un mendicante e insisterà a suonare la sua musica. Quella è intelligenza, perché solo quando vivi la tua vita secondo la tua luce, secondo la tua visione, secondo la tua voce interiore otterrai la beatitudine, l’appagamento.
Non dire: “Questo è bene, questo è male”.
Siediti semplicemente di fianco al ruscello della mente, come se stessi seduto in riva ad un fiume, e guarda indifferente l’acqua che scorre. L’acqua fluisce, portando con sè le pietre, le foglie e i pezzi di legno e tu osservi seduto in silenzio sulla riva.
Gautama il Buddha insisteva sempre su una parola, la sottolineò per 42 anni, mattina e sera: Sammasati, “giusto ricordo”.
Tu ricordi molte cose, al punto che potresti diventare un’enciclopedia.
La tua mente è in grado di ricordare i libri contenuti in tutte le biblioteche del mondo, ma non è quello il giusto ricordo.
Il giusto ricordo è soltanto uno: quando ricordi te stesso!
A tutti noi viene insegnato ad essere colti, non ad essere innocenti o a percepire la meraviglia dell’esistenza; ci vengono insegnati i nomi dei fiori; degli alberi e non come entrare in comunicazione con loro, in sintonia con l’esistenza.
L’esistenza è un mistero e non è accessibile a coloro che vogliono sempre analizzare, selezionare, ma solo a coloro che sono disposti ad innamorarsene, a danzare con lei.

-Osho-