Il significato esoterico del Natale

Il significato esoterico del Natale

Perché il Natale si festeggia il 25 dicembre? Cosa nasconde questa data? È davvero quella della nascita di Gesù?
Ci ritroviamo a festeggiare il Natale il 25 dicembre, e questa è una data che un tempo combaciava col solstizio d’inverno a causa delle modifiche del calendario prima Giuliano e poi Gregoriano. La data è rimasta invariata, ma il fenomeno del solstizio avviene qualche giorno prima: il 21 dicembre.
In realtà non sappiamo con certezza quando Gesù sia nato e non lo sapevano nemmeno gli uomini nati qualche decennio dopo di lui. Lo scrittore Alessandro De Angelis, confrontando molti testi storici ha pubblicato numerosi libri ricostruendo la storia della Sacra Famiglia. Perciò mi aspetto che possa dare il suo contributo anche in quest’altra direzione, svelando la vera data di nascita del nostro Messia.
Nel frattempo noi sappiamo solo che gli uomini antichi scelsero la data del solstizio d’inverno così come si usava fare per tutte le divinità. Questo accadeva perché il solstizio invernale richiama un chiaro significato simbolico: la luce che trionfa sulle tenebre; il bene che trionfa sul male, la speranza che squarcia il freddo e il buio. Perciò anche il Cristo, in quanto Messia, doveva richiamare alla mente il maestro che illumina i discepoli, la luce che squarcia il velo dell’ignoranza e che porta l’amore nel mondo.
Sappiamo pure che la sua nascita coincise più o meno con il passaggio dall’era dell’Ariete all’era dei Pesci, tant’è che quest’ultimo animale zodiacale fu adottato proprio come simbolo del Cristo e della Chiesa Cattolica. Va però ricordato che l’antica costellazione dei Pesci presso i Babilonesi era denominata “coda di rondine”, e solo dopo cambiò nome (lo stesso avvenne per la costellazione dell’Ariete che prima era denominata “l’uomo stipendiato”). Questa cosa ha una certa importanza per lo studio della religione cristiana perché la scelta di adoperare il simbolo dei pesci comporta il fatto di adottare significati e valori diversi da quelli evocati dalla coda di rondine. Infatti ogni simbolo è identificativo di un archetipo, cioè di un insieme di emozioni e idee.
Riassumendo, Gesù nacque durante il passaggio dall’era astronomica dell’Ariete (il sacrificio dell’agnello) all’era dei Pesci (il pescatore di uomini); grandi cicli cosmici scanditi dalle omonime costellazioni. Va ricordato che le costellazioni zodiacali non sono la stessa cosa dei segni zodiacali e per spiegare la questione e svelare altri misteri occorre tirare in ballo la precessione degli equinozi nonché il peso delle stagioni.

ORDINE ASTRONOMICO E ORDINE ASTROLOGICO

Stando al fenomeno astronomico della precessione degli equinozi, le costellazioni zodiacali sorgono ogni settant’anni con un piccolo anticipo rispetto al giorno in cui dovrebbero sorgere; perciò si arriva al punto che dopo migliaia di anni vediamo spuntare addirittura la costellazione precedente a quella che di norma sarebbe sorta in quel periodo dell’anno. Però gli antichi fecero presto una divisione tra zodiaco siderale e lo zodiaco dei segni, così stabilirono che quest’ultimo doveva basarsi sul ciclo stagionale che è fisso rispetto allo zodiaco delle stelle che invece è mobile.
Ai tempi di Gesù, l’equinozio di primavera (che anticamente era il primo giorno dell’anno) cadeva sotto la costellazione dei Pesci. Questo è vero se usiamo il riferimento dello zodiaco delle costellazioni, cioè quello siderale. Ma se usiamo lo zodiaco dei segni allora l’equinozio cadeva nel segno dell’Ariete; e sarà sempre così dato che questo sistema di riferimento è fisso. Perciò quando si parla di ere astronomiche si parla di costellazioni zodiacali ma non di segni zodiacali. Allora Gesù nacque durante il passaggio dall’era astronomica dell’Ariete a quella dei Pesci. Questo fu tenuto in massima considerazione perché il passaggio da un era all’altra era simbolo di rivoluzione e di cambiamento, tant’è che ancora oggi si attende un mutamento epocale quando dai Pesci giungeremo all’era dell’Aquario.
Ogni modifica dell’ordine cosmico nell’immaginario collettivo corrisponde a un drastico cambiamento e all’arrivo di un messia che guiderà il cambiamento stesso, come quello di Mosè che circa duemila anni prima di Cristo scese da un monte con le tavole delle leggi con un corno d’Ariete mentre a valle si venerava ancora il Dio Anu, spesso rappresentato come un Toro. Appunto, questa è l’allegoria del passaggio dall’era del Toro a quella dell’Ariete, ma sempre tenendo conto che quest’ultimo simbolo, secondo il Pettinato, nacque probabilmente a causa di un errore di trascrizione: da “uomo salariato” ad “Ariete”. Considerando il fatto che il Toro era un simbolo usato solo da una certa cultura e da persone che vivevano in una certa regione della Terra, non possiamo ipotizzare che l’era astronomica possa davvero caratterizzare l’intero globo terrestre come qualcuno ha dichiarato. Perciò il significato attribuibile anche all’era dell’Ariete e a quella dei Pesci deve essere fatto risalire a una certa cultura e non a qualcosa di universale, cioè globale.
Gesù, dunque, nacque approssimativamente durante il passaggio dall’era astronomica dell’Ariete a quella dei Pesci. Ma perché far nascere Gesù proprio in corrispondenza del solstizio d’inverno? Cosa ha di particolare questo momento astronomico? Per le zone al di sopra dell’equatore si tratta della notte più lunga dell’anno: le ore di luce sono meno delle ore di buio. Gli antichi uomini hanno sempre dato un significato allegorico ai fenomeni che osservavano in cielo; ma questo era tenuto ben nascosto perché poteva essere divulgato solo a gente istruita che non ne storpiasse il senso: il sacerdote, suo figlio, il sovrano. Perciò la conoscenza era esoterica. La tecnica astronomica delle osservazioni aveva sempre un corrispettivo simbolico e pratico dunque astrologico: ogni evento aveva un legame con la mitologia religiosa ma aveva anche un senso astrologico basato sull’esperienza pratica. E ciò poteva essere divulgato solo a gente “speciale”.
Anche il solstizio d’inverno aveva un significato allegorico, esoterico, perché indicava la fine di un ciclo e l’inizio di uno nuovo, un ciclo ascendente dove le ore del giorno sarebbero aumentate sino a toccare il culmine sei mesi dopo. Un simbolo di vita e rinascita insomma. Ma questo non accade per gli osservatori che si trovano a sud dell’equatore: lì accade l’esatto contrario: il 21 dicembre mentre da noi le giornate cominciano ad allungarsi, lì si accorciano e per loro è il solstizio d’estate. Perciò il solstizio di inverno quale simbolo di vita è valido solo per noi che ci troviamo a nord dell’equatore. Per le regioni della Terra al di sotto dell’equatore, il solstizio d’inverno è a giugno.
Perciò la nascita di Gesù fu fatta coincidere col momento in cui da noi comincia l’inverno e aumentano le ore di luce, senza considerare che a sud della Terra invece comincia l’estate e le ore di luce diminuiscono. Agli antichi interessavano i fenomeni locali, cioè solo quelli direttamente osservabili. Perciò, quasi tutto ciò che c’è di esoterico in astrologia, non è universale, ma è locale; cioè va bene solo per la parte della Terra dall’equatore in sù.

Il significato esoterico del Natale

IL MISTERO SVELATO

Secondo le concezioni esoteriche dell’astrologia, ogni segno zodiacale prende le caratteristiche di un preciso momento del ciclo stagionale. È sulle quattro stagioni che si fonda il principio dei quattro elementi: acqua, aria, terra, fuoco; caldo, freddo, umido, secco. Questo vuol dire che a ogni segno zodiacale furono associate le caratteristiche delle stagioni: per esempio al caldo Leone è stato associato il caldo del mese di agosto e quindi la calda estate. Ma tutto fu ideato senza tener conto del fatto che a sud dell’equatore nello stesso istante abbiamo la stagione opposta: se a nord dell’equatore è inverno, a sud è estate e viceversa. Gli antichi uomini che crearono queste associazioni non sapevano che a sud dell’equatore le stagioni si invertono. Se dovessimo prendere per buona l’associazione tra segni e stagioni dovremmo dire che i Leoni che nascono nelle regioni a sud della Terra sono freddi come l’inverno perché in agosto lì è inverno. Oppure potremmo aderire alle concezioni dell’astrologia classica.
Secondo la scuola di astrologia classica bisogna invertire il segno zodiacale per chi nasce a sud dell’equatore. Per esempio Papa Francesco è nato a dicembre sotto il segno del Sagittario; ma visto che è nato in Argentina, cioè a sud dell’equatore, sarebbe dei Gemelli perché lì a dicembre è quasi estate. La maggior parte degli astrologi moderni si oppone a questa visione delle cose, e anche io sono d’accordo con loro e non credo nell’inversione dei segni.

Questo significa che evidentemente, le associazioni esoteriche tra segni zodiacali e stagioni sono solo un tentativo di far “quadrare il cerchio” nella maniera più convincente possibile. Talmente efficace che quasi tutti gli astrologi sono fermamente convinti che i segni zodiacali incarnino per davvero il carattere di una data stagione, pur non effettuando l’inversione dei segni per chi nasce a sud dell’equatore.
Questo non significa che l’astrologia non funziona; ma significa solo che per spiegarne il funzionamento usiamo quella convenzione dei quattro elementi. E quella stessa convenzione stagionale è il motivo per cui a nord dell’equatore, il solstizio d’inverno, e quindi il Natale, è considerato simbolo di vita. Ma è simbolo di vita, appunto solo per le regioni a nord dell’equatore; perché a sud nello stesso giorno abbiamo un ciclo discendente, l’aumento progressivo delle ore di buio.
Dunque, la necessità di far nascere Gesù al solstizio d’inverno ha un significato legato al culto della vita e del sole che vince contro le tenebre. Un simbolo esoterico locale, cioè specifico di un dato luogo della Terra, perché si riferisce solo a un fenomeno che il 21 dicembre (solstizio d’inverno) si verifica solo in quei posti a nord dell’equatore. A sud accade l’esatto contrario: dalla luce si passa alle tenebre, le giornate cominciano ad accorciarsi. Il significato del Natale, perciò, non è universale, cioè non è valido per tutta la Terra nello stesso istante. Vale solo a nord il 21 dicembre e a sud il 21 giugno.
Quindi noi adottiamo in tutto il mondo una data che si riferisce a un fenomeno astronomico che è visibile il 21 dicembre solo nelle regioni a nord della Terra.
Perciò il valore esoterico nascosto dietro al solstizio d’inverno, se si fonda sul principio dei quattro elementi e delle quattro stagioni, non ci parla di una verità universale; ci parla di una verità locale. Il significato esoterico associato a un certo fenomeno astronomico è locale, non universale. Questo significa che gli antichi hanno costruito un esoterismo astrologico basato su concezioni stagionali e perciò locali, non universali, cioè non riferiti al globo intero.
A tal proposito non bisogna dimenticare gli insegnamenti del grande antropologo Marcel Mauss quando ci parla dei “fatti sociali totali”, ossia di come l’ambiente naturale, il clima, la fauna e la flora, incidano sull’organizzazione sociale e dunque sulla nascita di specifici culti religiosi, nonché, come dico io, sulla determinazione delle leggi che governano l’astrologia.
In conclusione abbiamo visto che il Natale è sinonimo di vita, è relativo a una data puramente simbolica fatta coincidere con un fenomeno astronomico: il solstizio d’inverno. I fenomeni astronomici legati alle stagioni hanno influito, perciò, sia per dare un senso allegorico a certe festività e sia per spiegare il funzionamento dell’astrologia. Oggi sappiamo che tutto ciò non ha un valore universale ma è nato solo di riflesso alle condizioni stagionali in cui vivevano gli antichi astrologi Babilonesi ed Egizi. Quindi spiegazioni he tengono conto solo di fenomeni locali.
Forse una nuova teoria potrebbe offrire risposte più convincenti sulle leggi che per davvero governano l’astrologia. Detto questo risulta evidente che il simbolo su cui si fonda il Natale è pura convenzione determinata dall’influenza del nostro clima e dal fatto che l’astrologia, l’esoterismo astrologico siano nati in regioni a nord dell’equatore. Perciò tutto potrebbe essere riletto e reinterpretato scoprendo leggi universali e non più locali. Ma questo ha un’importanza relativa se quel che ci interessa è scoprire la vera data di nascita di Gesù. Chi ha il coraggio di percorrere questi cammini così audaci?

Dr. Giuseppe Galeota Al Rami.

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