Secondo te, è normale essere in competizione? Non mi stupirei affatto se mi rispondessi di sì.

Potresti dirmi che un po’ di “sana competizione” non ha mai ucciso nessuno, che è addirittura necessaria in un sistema agguerrito come il nostro, in cui o sei forte o sei destinato a soccombere. Eh si, perché se non sai destreggiarti nel mondo di oggi rischi di non trovarti un lavoro, di non essere rispettato, di trovarti senza soldi, né amici, e così via. Quindi, senza nessun dubbio, mi confermeresti la risposta “Sì, è normale, se non addirittura necessario!“.

Perché questa domanda?

Perché sono anni che ho questo dubbio, sono anni che qualcosa mi stona, ed oggi sono riuscita ad avere la conferma che ciò che mi suonava anomalo è effettivamente sbagliato, e vi spiego il perché.

Viviamo in un sistema chiuso che si basa sulla competizione, sull’individualismo, dunque sulla DIVISIONE.

Non ho mai amato la competizione, né quand’ero piccola e nemmeno adesso che ho la bellezza di 36 anni! Ho sempre sostenuto la collaborazione, sicura che cooperando sia possibile raggiungere risultati migliori in tempi brevi, supportati dal lavoro e dall’ingegno di più menti. Eppure la Società non la pensa così.

Ultimamente mi è arrivato tra le mani il libro LA FISICA DELL’ANIMA di Fabio Marchesi, il quale sostiene ampiamente il mio punto di vista.

Riporto un passo che mi è piaciuto molto:

L’essere in competizione porta tutti a consumare una quantità enorme di energia vitale per giudicare ed imitare gli altri, e questo si traduce in infelicità individuale collettiva, con tutte le devastanti conseguenze che ne derivano.
– 
Fabio Marchesi –

La costante COMPETIZIONE (divisione) ci porta ad avere sempre un atteggiamento falso, di giudizio e di rivalità, vivendo una continua condizione di stress. Questo ci porta ad un dispendio non indifferente di Energia vitale.

Al contrario invece la COLLABORAZIONE (condivisione) crea una situazione di rilassamento positivo, alimentando un atteggiamento propositivo e di continua ricerca alla soluzione migliore per aiutare la causa comune. La condivisione stimola l’ingegno e provoca situazioni di gioia e felicità. In questo caso siamo in presenza di un aumento esponenziale di Energia vitale.

Il fenomeno della risonanza fa anche sì che le persone che fanno un lavoro che non amano in un ambiente competitivo ostile, la sera siamo sfinite, mentre quelle che fanno un lavoro che amano in un ambiente collaborativo gentile la sera hanno più energia che prima di iniziare a lavorare.
– Fabio Marchesi –

Lo so che il sistema in cui viviamo si basa sulla competizione, ma credo sia importante, come primo passo, rendercene conto in modo da correggere i nostri atteggiamenti, insegnando poi ai nostri figli ad agire per il bene collettivo e non solo per se stessi.

Noi tendiamo a dimenticarlo ma non siamo Entità divise. Siamo tutti collegati tra di noi e con ogni elemento del Pianeta. Un mio pensiero negativo concepito in questo momento, non solo va a danneggiare il mio fegato, ma di sicuro avrà qualche effetto negativo anche su di te, che stai leggendo. E viceversa.

Questi sono concetti ancora poco chiari per la maggior parte delle persone purtroppo, ma l’oscurità su questi argomenti si sta a poco a poco diradando.

Chi pensa ciò che ama e ama ciò che fa infinitamente più energia vitale di chi invece pensa a ciò che teme.
– Fabio Marchesi –

Non importa se alcuni passi ti sono ancora poco chiari: pensa solo che se agisci per il bene collettivo sarai supportato da infinita Energia vitale, viceversa, se agisci per il tuo bene esclusivo a discapito di altri tuoi fratelli, allora avrai un dispendio eccessivo di Energia vitale.

Alla fine, la scelta é sempre tua!