Il principio LOL2A – 2.1 La Paura

La paura condiziona molte persone. Basti pensare alla paura della malattia, di un incidente, della recessione, di un licenziamento. O semplicemente alla paura di fronte al capo o ai collaboratori. Alla paura di una responsabilità o di opinioni diverse. Alla paura di un furto, di un’aggressione, di scontri bellici. E l’elenco potrebbe continuare a lungo.

Per contenere la paura entro certi limiti, abbiamo tra l’altro escogitato due cose: le assicurazioni e lo stato sociale. Entrambe offrono almeno una rete di salvataggio materiale. Quanto grande sia la paura delle persone, lo si può dedurre direttamente dal significato di queste due istituzioni. In esse confluiscono enormi somme di denaro. In un mondo orientato in senso materiale è senz’altro ovvio comprarsi una certa sicurezza col denaro.

Il problema più grave è che siamo insicuri interiormente. L’insicurezza conduce alla paura, e la paura non conduce solo alle assicurazioni, la paura conduce anche alla lotta, alla difesa, all’aggressione. Quanto maggiore è l’insicurezza, tanto maggiore è la paura, tanto maggiore è la difesa, tanto maggiore è l’aggressione. Chi si sente insicuro è: naturalmente un essere impotente. Chi è veramente potente non si sentirà certamente insicuro, ossia non avrà paura.

La paura quindi è un problema di insicurezza. Insicurezza significa scarsa fiducia in se stessi e/o nel mondo. E con ciò ci avviciniamo cautamente ad una riflessione interessante. La maggior parte delle persone appartiene ad una religione e Crede perciò in un Dio. Normalmente è un Dio molto potente, un Dio onnipotente. Quindi se le persone che credono in Dio hanno paura e stipulano un’assicurazione, ciò non significa altro che:

Fidarsi di Dio è bene, ma l’assicurazione è meglio. (!)

Ci manca semplicemente la fondamentale fiducia in Dio, o nella vita, o comunque vogliate chiamare questa forza. Se ci fosse questa fiducia di fondo, non ci sarebbe la paura. Benché la maggior parte delle persone appartenga ad una comunità religiosa. siamo in realtà una società senza Dio. E questo non è un giudizio, ma una semplice constatazione dei fatti. E ciò non significa nemmeno essere contro le assicurazioni; va bene stipulare un’assicurazione quando manca la fiducia nella vita. Torneremo a parlare della fiducia quando illustreremo dettagliatamente il “Principio LOLA”.

Ciò che ci interessa qui sono le conseguenze della paura. La paura ci induce ad aggrapparci ai dogmi ai giudizi, ai sistemi di credenze, a un certo posto di lavoro, a una certa persona. Crediamo che ciò ci offra sicurezza, identità, orientamento. Le conseguenze sono pesanti: tenendoci aggrappati a qualcosa o a qualcuno, blocchiamo la vita, blocchiamo il nostro sviluppo. Ciò che è legato non può muoversi. Ciò che non può più muoversi, muore. Questa non è una teoria, è prassi quotidiana. Un cliente mi ha raccontato di un suo collaboratore che in sei mesi è morto di cancro, eppure si era aggrappato affannosamente a tutto.

Ho sentito di recente una sorprendente teoria. Una signora mi ha raccontato che la paura è necessaria perché ci difende dai pericoli. Pensate che bella superstizione: la paura che ci protegge dai pericoli! Se voglio quindi andare dal punto A al punto B senza incidenti, basta che abbia paura e non mi succede nulla. Naturalmente è vero il contrario: la paura attira ciò che si teme. Non c’è dubbio che la fiducia mi protegga da un pericolo assai più della paura, proprio questo che un extraterrestre non potrebbe mai capire! Dov’è infatti la logica, dov’è il normale buon senso? A che cosa serve la paura? La paura è il contrario dell’amore e non serve a nulla. (Torneremo su questo argomento.) La mente umana talvolta sa veramente produrre delle belle castronerie!

Ciò che sto dicendo non è naturalmente nulla di nuovo. Chi volesse controllare nella Bibbia troverebbe che la paura attira ciò che si teme e che le preoccupazioni non hanno ragione di essere. E ciò è noto non solo al cristianesimo, ma anche all’islamismo. Mohammad lqbal, la guida spirituale di milioni di arabi, sull’argomento paura afferma tra l’altro: «La disperazione è veleno per la vita …. L’impotenza è il frutto della disperazione …. Oh tu, prigioniero delle tue preoccupazioni, impara dal profeta il messaggio che dice: non preoccuparti.» E in rapporto al nostro “Principio LOLA” il discorso si fa ancora più concreto e convincente: «La paura toglie al tuo piede la forza di avanzare e al tuo intelletto la capacità di pensare.»

La validità del “‘Principio LOLA” può essere ben osservata anche nello sport. La paura porta ad un irrigidimento ed impedisce perciò il pieno rendimento. Nel “curling”, ad esempio, le pietre lanciate in stato di paura vengono chiamate “pietre della paura”. Tali pietre non raggiungono mai la posizione voluta dal giocatore. La paura, per quanto piccola possa essere, disturba l’armonioso flusso della vita. E questo vale nel campo dello sport, come nel mondo del lavoro, nella vita privata e nella politica.

Riassumendo: la paura nasce da una fondamentale carenza di fiducia nella vita; da una parte essa induce a reazioni di difesa (lotta) e dall’altra blocca non solo la vita in senso generale, ma anche concretamente l’energia e la capacità di pensare della persona che ne è vittima.

La paura non vi aiuta certo a risolvere in modo ottimale i vostri problemi e a raggiungere rapidamente i vostri obiettivi.

 

Estratto dal libro “Il Principio LOL²A – La perfezione del Mondo” di René Egli

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