Il giudizio e la divisione

Il giudizio è la causa principale dei nostri mali, perché dividere fra giusto e sbagliato quanto ci accade ogni giorno ci costringe alla sofferenza: quando succede qualcosa che riteniamo giusto e accettabile stiamo bene, quando ci capita qualcosa che consideriamo ingiusto e inaccettabile stiamo male.

Il giudizio è separativo: spezza in due parti (giusto/sbagliato) la nostra realtà. Se consideriamo che lo scopo del mago è raggiungere l’Unità, il giudizio ci impedisce di realizzare interiormente tale Unità e la conseguente immortalità.

Nella misura in cui giudichiamo il mondo intorno a noi, coltiviamo il germe del giudizio nella nostra psiche, e prima o poi sentiremo il peso di questo giudizio sulla nostra testa, sentendoci giudicati dal mondo.

Nell’illusione vige la Legge dello Specchio, per cui tutte le volte che condanniamo qualcosa all’esterno in realtà stiamo condannando sempre solo una parte di noi che proiettiamo su chi ci circonda.

Ogni uomo, ogni gruppo, ogni nazione si trova a un differente grado evolutivo, cioè a una diversa distanza dall’Uno, quindi ognuno si sta comportando in maniera perfetta relativamente al suo livello di coscienza. Giudicare sbagliato un qualsiasi comportamento è come criticare un bambino perché non è ancora capace di lavorare in fabbrica!

Una volta chiarito sul piano intellettuale che il giudizio è un atteggiamento privo di giustificazioni, allora possiamo agire sul piano pratico per uscire da questa trappola. Dobbiamo operare al contempo in due direzioni:

a)  Intervenendo sulle emozioni negative che proviamo quotidianamente come conseguenza di vecchi schemi di giudizio radicati in noi.

b)  Intervenendo sul piano mentale per fermare i nostri giudizi di fronte a situazioni o persone.

Nel primo caso stiamo agendo sul risultato finale, l’emozione negativa; nel secondo stiamo tentando di intervenire ‘a monte’, sulla causa dell’emozione negativa: lo schema mentale di giudizio giusto/sbagliato.

Soluzione: cominciare a considerare tutti gli eventi unicamente come manifestazioni esteriori di nostri aspetti interiori, può sicuramente aiutarci nel processo di accettazione. Se noi creiamo la nostra realtà, non può accaderci nulla che non sia stato deciso dai contenuti del nostro inconscio. Il cammino di risveglio del mago fa sì che tali contenuti emergano alla coscienza e possano essere consapevolmente osservati e trasformati, anziché subiti passivamente.

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La Porta del Mago di Salvatore Brizzi

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