L’Energia vibrazionale degli alimenti

L’Energia vibrazionale degli alimenti

L’ing. francese Andrè Simoneton (gravemente ammalato e senza speranza di guarigione, riacquistò la salute con il vegetarismo) era un esperto in elettromagnetismo, e negli anni ’30 e ’40 collaborò allo studio della vibrazione degli alimenti utilizzando i lavori di altri importanti ricercatori. Ogni alimento, come ogni essere vivente, oltre ad avere un potere calorico (chimico-energetico) ha anche un potere elettromagnetico (vibrazionale). Servendosi di apparecchiature scientifiche, misurò la quantità di onde elettromagnetiche degli alimenti, classificandoli in base a queste.

La biofisica alimentare

PREMESSA
Riassumiamo brevemente la costituzione delle cellule e la definizione del rapporto acido/basico.

LE CELLULE
Sono l’elemento fondamentale di cui sono composti tutti i tessuti di un organismo, sia esso umano, animale o vegetale. E’ una singola unità di materiale vivente capace di autoriprodursi. Una cellula assomiglia ad un uovo e si compone di:

  1. Nucleo (es. il tuorlo): è la parte centrale adibita alla riproduzione e all’accrescimento della cellula.
  2. Citoplasma (es. albume): è l’elemento che consente alla cellula di contattare ed interagire con l’ambiente esterno; è infatti in grado di irritarsi, contrarsi, assorbire, espellere e respirare. Nel citoplasma si trovano corpuscoli di varia forma e volume che fanno parte del sistema vivente della cellula (mitocondri, ecc.).

ACIDO/BASICO – IL COMPROMESSO VITALE
Tutte le reazioni, che definiscono le condizioni essenziali di un ambiente in cui la “vita” sia possibile, si svolgono nell’ambito di  determinati valori, tra questi il più importante è il rapporto acido/basico. All’interno del nostro organismo questo rapporto dovrebbe sempre rimanere costante, si possono però creare delle condizioni troppo acide (per eccesso di potassio) oppure troppo basiche (per eccesso di sodio).
Per misurare il rapporto acido/basico viene utilizzato un termine di paragone chiamato “pH”. Nel campo medico, il pH viene utilizzato per misurare il liquidi organici ed in particolare il sangue, la saliva e l’urina. Questi liquidi vengono definiti:

– ACIDI, quando il pH è compreso tra 0 e 7,06;
– NEUTRI, quando il pH è uguale a 7,07;
– BASICI o ALCALINI, quando il pH è compreso tra 7,08 e 14,14.

LE ENERGIE SEGRETE DEGLI ALIMENTI (1) 

La ricerca del Dr. A. George Wilson
Intorno al 1960, il Dr. Wilson completò lo sviluppo di un’apparecchiatura elettrica molto sensibile che chiamò “Neuro-Micrometro“. Questo strumento, una volta collegato con elettrodi in contatto con la superficie del corpo di una persona, è in grado di registrare il flusso di elettricità che scorre nei suoi nervi.

Il Neuro-Micrometro è in grado di misurare:
– Rapporto acido/basico
– Energia che scorre nei nervi
– Energia funzionale
– Ossidazione delle cellule
– Riserva di energia organica
– Tensione emotiva
– Tossicità organica

Con l’ausilio del Neuro-Micrometro, si può ottenere un’indicazione abbastanza approssimata della condizione di alcuni organi interni oppure delle ghiandole endocrine. Queste misurazioni diventano possibili in quanto vi sono sul corpo dei punti riflessi (probabilmente sono gli stessi utilizzati nell’Agopuntura, N.d.T.).

Cos’è la salute? 
Per definire la condizione di “buona salute“, la cosa migliora da fare è esprimersi in termini di energia funzionale, una forma di corrente nervosa, anche chiamata “bio-elettricità“, che fornisce gli impulsi necessari al movimento degli arti ed alla vitalità di tutte le cellule che costituiscono il nostro organismo. Va sottolineato il fatto che tale energia non potrà mai essere fornita da alimenti cotti, surgelati o provenienti da animali morti.
L’elettricità è definita come “un’onda di elettroni che sono costretti a muoversi da atomo ad atomo“. Vi sono molti modi per creare dell’elettricità, quella nel nostro organismo è causata da reazioni chimiche (come quando si carica una batteria) che avvengono nelle cellule; tale processo prende il nome di “ossidazione“.

L’ossidazione avviene come conseguenza dell’assorbimento di ossigeno e nutrimento da parte delle cellule. Nel momento che l’ossigeno e gli elementi nutritivi giungono al loro nucleo e ne diventano parte integrante, viene a crearsi una minuscola corrente elettrica che ammonta a circa un 50-milionesimo di Volt.
Questa corrente, anche se appare assai debole, è sufficiente per mantenere in vita una cellula e, quando si combina con quella di altre cellule (come accade nel cervello), diventa sufficiente per causare un flusso di energia nervosa che, qualora diretto verso una parte dell’organismo, prende il nome di “impulso nervoso” e può produrre un’azione.

Siccome sono gli alimenti che assumiamo che permettono la generazione di questa energia, spetta agli stessi il compito di  mantenere l’integrità termica, chimica, strutturale e funzionale del corpo. Questi quattro fattori sono ugualmente importanti ma, purtroppo, solo i primi tre sono stati presi nella dovuta considerazione. Quanto il cibo, possa essere correlato alla generazione dell’energia che mantiene le attività funzionali del corpo, è stato infatti un argomento alquanto trascurato.

Le nuove considerazioni nel campo della dieta 
La prima cosa da fare, nella ricerca di una dieta ottimale, dovrebbe essere l’attenta considerazione dell’effetto che essa avrà sulle cellule dell’organismo, sul rapporto acido/basico e quanto potrà aumentare o diminuire l’energia nervosa disponibile. Il Dr. Wilson enumera quattro modi nei quale una dieta scorretta può interferire nel buon funzionamento delle cellule:

  1. Incapacità di provvedere il giusto nutrimento alle cellule, sia per i processi di ossidazione che per la creazione di nuove cellule.
    2. Creazione di eccessiva acidità, che interferisce con i processi ossidativi delle cellule.
    3. Incapacità di creare l’acidità sufficiente a creare la differenza di potenziale necessaria per permettere il fluire dell’energia lungo i nervi del corpo.
    4. Eccessiva assunzione di alimenti che può ostacolare la circolazione dei fluidi all’interno dell’organismo. Se i fluidi non circolano liberamente i nutrimenti non possono giungere alle cellule nella dovuta quantità e non vi potrà neppure essere un’adeguata eliminazione dei rifiuti dovuti alla loro attività. Entrambi questi fattori creano una malnutrizione delle cellule: l’unica fattore, secondo il Dr Wilson, che sta alla base di molte malattie, specialmente quelle croniche.

La ricerca dell’Ing. Andrè Simoneton (2) 
L’ing. Simoneton, francese, ha speso ben 20 anni facendo ricerche sull’effetto che gli alimenti possono avere sul corpo umano. Poiché tutto ciò che vive, compreso il nostro organismo, emette radiazioni, egli si chiese quali radiazioni lo indeboliscono e quali lo fortificano.
Per portare avanti le sue ricerche usò un contatore Geiger, una camera ionizzante di Wilson, il Biometro di Bovis (vedi La salute del Corpo n. 18, n.d.r.), che è graduato in Angstroms (A) e può misurare anche le onde che sono lunghe solo un decimilionesimo di millimetro.
Con tali strumenti fu in grado di stabilire che ogni essere umano emette delle radiazioni attorno ai 6200/7000 Angstroms (questa lunghezza d’onda corrisponde al colore rosso dello spettro solare). Constatò anche che al di sotto dei 6500 A l’organismo non può più mantenersi in buona salute e compare la malattia.

Colore Lunghezza d’onda in Angstrom
Infrarosso: 7601-9000 Radiazioni indispensabili per la vita
Rosso: 6201-7600
Arancio: 5901-6200
Giallo: 5801-5900
Verde: 5201-5800 Radiazioni insufficienti per la vita
Blu: 4501-5200 ma comunque utili
Indaco: 4301-4500
Violetto: 3901-4300
Ultravioletto: 3001-3900
Raggi X: 600-3000 Radiazioni nocive per gli esseri umani

Per mantenersi con vibrazioni ad una lunghezza d’onda superiore ai 6500 A (verso l’infrarosso) il nostro organismo deve continuamente adattarsi all’influenza di ogni specie di radiazioni, siano esse dovute a: pensieri, emozioni, alimentazione, medicamenti, radiazioni cosmiche, solari, terrestri, ecc. Un ruolo assai importante, per il mantenimento della buona salute, viene pertanto rivestito dagli alimenti, dalle bevande, dal modo di vita e dall’ambiente in cui si vive.
Prove di laboratorio, effettuate su animali, hanno dimostrato che  gli alimenti sintetici, pur fornendo un’alimentazione equilibrata dal punto di vista qualitativo e calorico, non è sufficiente per fornire uno sviluppo normale. Questo significa che oltre ai consueti elementi (proteine, carboidrati, ecc.) gli alimenti devono anche possedere delle “vibrazioni energetiche“, capace di mantenere la vita.

Una volta fatte queste considerazioni, l’Ing. Simoneton controllò un gran numero di alimenti che suddivise nelle 4 grandi categorie riportate qui sotto.

Le qualità vibrazionali e vitali dei cibi (3)

1 – ALIMENTI SUPERIORI con vibrazioni sopra i 6500 A:
tutta la frutta fresca ben matura e relativi succhi (fatti in casa e subito ingeriti), quasi tutti gli ortaggi ed i legumi crudi o cotti con temperatura non superiore ai 70 gradi. Il grano, i farinacei, la farina ed il pane integrale; i dolci fatti in casa, tutta la frutta oleaginosa ed i loro oli essenziali, le olive, le mandorle, i pinoli, le noci, i semi di girasole, le nocciole, la noce di cocco e la soia, il burro freschissimo di giornata, i formaggi NON fermentati, la crema del latte e le uova di giornata.

2 – ALIMENTI DI APPOGGIO, con vibrazioni da 6500 a 3000 A:
il latte fresco appena munto, il burro normale, le uova non di giornata, il miele, lo zucchero di canna, il vino, l’olio di arachidi e le verdure scottate in acqua bollente.

3 – ALIMENTI INFERIORI, con vibrazioni dai 3000 in giù:
la carne cotta, i salumi, le uova dopo il 15 giorno, il latte bollito, il the, il caffè, le marmellate, il cioccolato, il pane bianco, tutti i formaggi fermentati. Questi alimenti sono quasi tutti proteici e basta una piccolissima deficienza del fegato o dell’apparato digerente, affinché diventino intollerabili per l’organismo.

4 – ALIMENTI MORTI, senza alcuna vibrazione:
le conserve alimentari, le margarine, tutte le pasticcerie ed i dolci fatti con farina raffinata e prodotti industriali, i liquori e gli alcolici, lo zucchero raffinato (bianco).
Anche la freschezza degli alimenti è un fattore di primaria importanza. Alcuni procedimenti, che normalmente vengono usati in cucina, alterano o distruggono alcune qualità dei nostri cibi, un esempio ce lo forniscono le pentole a pressione e la cottura in acqua bollente. I cibi cucinati a vapore conservano invece parte delle loro proprietà.
Gli alimenti conservati mediante la “pastorizzazione“, NON contengono quasi più nulla delle loro qualità vibrazionali (irradianti); mentre quando sono trattati con processi disidratanti, le conservano in gran parte.

Tutti i cibi che hanno un elevato potere vitaminico, hanno pure ottime vibrazioni e possono essere classificati come “eccellenti“. Questi alimenti sono sufficienti al mantenimento della vita se assunti con un’alimentazione VEGETARIANA intelligente.
Fra gli alimenti superiori, i frutti maturi hanno tutti una lunghezza d’onda tra gli 8000 ed i 10.000 A. Le loro vibrazioni vengono liberate nello stomaco, dando una sensazione di benessere. Affinché le mucose ne traggano il maggior profitto è opportuno mangiare la frutta a digiuno, cioè al mattino o nel tardo pomeriggio.
NON mangiate la frutta non matura, come spesso viene venduta, le sue vibrazioni non sono valide per l’organismo; lo prova il fatto che sono di difficile digestione. Quanto detto per la frutta è valido anche per le verdure.

Le possibilità vibratorie degli alimenti non resiste oltre i 70 gradi, qualsiasi cottura che superi questi valori rende il cibo povero di elementi vitali. L’unica eccezione è la patata, che una volta cotta al forno o nell’acqua presenta ancora circa 6500 A. Ciò accade anche con altri tuberi, salvo la barbabietola, la carota, il ramolaccio che, quando sono maturi, misurano dai 7000 agli 8000 A.
La stessa rilevazione si ottiene dai legumi freschi e maturi (fagioli, fave, piselli, lenticchie). Questi, però, una volta essiccati, già dopo qualche settimana presentano una debole radiazione che scompare nel giro di qualche mese; ecco perché spesso sono indigesti.
Il miglior modo di mangiare le insalate è quello di prepararle con molte qualità di verdure, ad es. insalata, carciofi, asparagi, carote, olive, barbabietole, cipolle, ecc. Gli spinaci, i carciofi, le zucchine ed i funghi possono essere consumati anche crudi tagliati a fettine. Queste mescolanze, se condite con olio extra vergine di oliva, forniscono ottime vibrazioni che vanno da 8000 a 11.000 A. Anche i funghi sono molto importanti in quanto emettono onde di 8500 A.

Simoneton, ha rilevato che i prodotti vegetali venduti nelle città hanno già perduto da un terzo alla metà delle vibrazioni utili al corpo umano. Se a tutto ciò si aggiunge la cottura per bollitura, in essi NON rimane più NULLA di valido. Qualcuno ha osservato che le verdure gonfiano lo stomaco: ciò è vero solamente quando si mangiano quelle con vibrazioni inadeguate; di quelle cotte nell’acqua, ad esempio, rimane solo la cellulosa.
La base del nutrimento dell’uomo è il grano, questi occupa una posizione importante nella scala delle vibrazioni: 8500 A. Alcuni osservano che il grano è difficoltoso da masticare, basta macinarlo a grana grossa ed ecco risolto il problema. Un piatto contenente grano (chicco o grano spezzato, non farina) ha una vibrazione di 9000 o 10.000 A. Il grano germogliato rappresenta un alimento perfetto con vibrazione molto energetiche, tra gli 8000 ed i 10.000 A. E’ anche possibile mescolarlo con altri cereali preparando piatti assai gustosi.

La pasta fatta in casa, cioè fresca, ha una radiazione uguale a quella del grano, mentre in quella seccata venduta in commercio le radiazioni sono quasi nulle.
Gli oli hanno all’incirca le stesse vibrazioni del frutto da cui provengono. L’olio di oliva, ad es., misura 8500 A e, dopo 6 anni, arriva a 7500 A. Attenzione che quando l’olio di oliva è decolorato e deodorizzato, si abbassa a 4000 A circa e gli oli estratti con solventi dalle sanse, NON contengono più nulla. Se possibile è preferibile utilizzare gli oli vegetali che, come si è verificato, perdono solo dopo molti anni le loro proprietà. Sembra che nell’antichità il piatto base fosse pane integrale o semintegrale intriso nell’olio di oliva, il resto era companatico.

Gli studi del Simoneton hanno dimostrato che il latte vaccino NON è un alimento adatto per la salute dell’uomo. Alla mungitura presenta 6500 A; dopo 6 ore 6000; dopo 14 ore 5000; dopo 18 ore 4000; dopo 48 ore 2000; dopo 56 ore 1000 A e dopo la pastorizzazione quasi 0 (zero) A.
Il burro perde di giorno in giorno la sua vibrazione, dopo 40 giorni non ne ha più del tutto. Tuttavia la conservazione in frigorifero rallenta questo processo. Le uova appena deposte danno 6500 A, sono perciò identiche alle vibrazioni di una persona sana; la polvere d’uovo, invece, NON contiene più nulla: è solo cenere morta!.

Utilizzate prodotti integrali, non raffinati dall’industria, la quale toglie al prodotto appena colto la parte migliore, per poi elaborarlo e rivenderlo nelle farmacie a prezzi vertiginosi. Tutto ciò potrà sembrare stupido ma sono cose che avvengono nella realtà. Ricordate che la Natura produce tutto ciò di cui avete bisogno. Un detto antico, trasformato, vi aiuterà a regolarvi: “Cibi e buoi dei paesi tuoi“.
Limitate la carne (anche salumi, pollo e pesce sono carne), come facevano i nostri nonni che l’assumevano solo a Natale, Capodanno, Pasqua, ai matrimoni, ai compleanni ed agli onomastici. Essere quasi vegetariani significa tenere sotto controllo ogni problema.

Buona norma, al giorno d’oggi, è integrare una sana alimentazione, con prodotti naturali come le alghe, verdi o brune, a seconda dei casi. Esse contengono oltre a tutto anche la Niacina che scioglie i grassi dai tessuti; inoltre le alghe aiutano l’eliminazione delle scorie in quanto equilibrano la flora intestinale, disinfiammano la mucosa gastrointestinale ed aiutano la normalizzazione dell’equilibrio acido/basico.
E’ anche consigliabile utilizzare i seguenti prodotti: germe di grano, polline di fiori, propoli, miele, lievito di birra, yogurt naturale, acidulato (aceto) di mele, argilla per via orale, limone spremuto in acqua. Sono anche assai validi: estratto di ortica, fieno greco grattugiato e mescolato ad un po’ di miele.

In certi casi può anche essere benefica 1 punta di cucchiaino da the, di Cloruro di Magnesio sciolto in mezzo bicchiere di acqua da bere al mattino a digiuno. Questo sale è contenuto in notevole quantità nel sale marino integrale, è un ottimo rinforzante del sistema immunitario e tonico del sistema nervoso e muscolare. E’ adatto in tutte le malattie cosiddette infettive in quanto aumenta notevolmente la potenza fagocitaria dei globuli bianchi.

I Vegetali Frondosi (1) 
Fra le scoperte più importanti, emerse dalle ricerche con il Neuro-Micrometro, si pone la conoscenza dei grandi benefici ottenibili dalle fronde dei vegetali. Mentre è da sempre conosciuto che questi sono “cibi protettivi“, non si è mai considerato il loro apporto all’energia vitale dell’organismo. Tali vegetali, oltre a possedere  un altissimo livello di energia, sono gli unici alimenti in grado di bilanciare in modo soddisfacente i pasti a base di proteine, facendo in modo che il corpo possa assimilare le medesime senza dover attingere alle energie di riserva.
Le misurazioni fatte, hanno mostrato come le foglie dei vegetali abbiano un valore energetico maggiore di quello dello stelo e delle radici. Ciò è dovuto al fatto che le fronde sono più interessate dai raggi del sole. Siccome la cottura riduce la vitalità dei vegetali il Dr. Wilson consiglia di assumere almeno due vegetali crudi insieme ad uno cotto.
La barbabietola rossa, sedano, senape, kale, lattuga, indivia, rapa, carota ed erba medica offrono le foglie più cariche di energia.

CONOSCERE LE CALORIE

Cosa sono e come si misurano
La dietologia ufficiale insegna che quando un cibo viene ingerito, viene dapprima triturato nella bocca, poi scomposto nei suoi elementi fondamentali e quindi assorbito dall’organismo. A questo punto subisce, ad opera dell’ossigeno, un’ulteriore trasformazione chimica (ossidazione) che produce calore, come se l’organismo “bruciasse” in tanti piccoli fuochi i prodotti ingeriti.
Il calore (energia termica o calorie), che un alimento è in grado di produrre, può essere misurato con una speciale apparecchiatura di laboratorio. Tale misura viene espressa in “calorie” (unità di energia termica). Una caloria corrisponde alla quantità di calore capace di far aumentare di 1° C la temperatura di 1 litro d’acqua.

Le calorie fornite dai principi nutritivi sono le seguenti:

  • 1 grammo di proteine produce circa 4,5 calorie,
  • 1 grammo di grassi produce circa 9 calorie,
  • 1 grammo di carboidrati produce circa 3,75 calorie,
  • 1 grammo di alcool etilico produce circa 7 calorie.

Il concetto di caloria è incompleto ed ingannevole 
Come abbiamo visto più sopra le calorie vengono misurate facendo bruciare gli alimenti in laboratorio. Questa misura, pertanto, NON prende affatto in considerazione l’energia che il corpo deve utilizzare per digerire ed assimilare gli alimenti. In altre parole la dieta ufficiale ci dice quante calorie vengono fornite da un certo alimento ma NON ci informa affatto di quante calorie il corpo deve consumare per poterlo digerire, assimilare e liberarsi dalle tossine derivate da tali processi.
Pertanto il concetto di caloria è incompleto e molto ingannevole. Un pezzo di carne, ad esempio, che teoricamente fornisce circa 4,5 calorie al grammo, ne consuma probabilmente altrettante nelle tre ore necessarie per la sua digestione ed assimilazione. Questo spiega perché alcune diete si basano sulla carne per far dimagrire.
Il Dr. Wilson, ha verificato che un alimento introdotto nel corpo umano, si trova in un ambiente assai diverso da quello in cui viene “bruciato” per valutarne le calorie. Questa verifica è stato fatta misurando il flusso di energia nervosa nel corpo prima e dopo pasti composti di vari tipi di alimenti.
Si è così riscontrato che certi alimenti (vedi più sopra la classificazione per vibrazioni vitali) costringono il corpo ad un grande dispendio di energia per poterli utilizzare. Questa manifestazione energetica ha portato a credere che gli alimenti in oggetto accrescano l’energia corporea, mentre è vero il contrario: terminati i processi digestivi ed assimilativi il corpo si ritrova con le riserve energetiche diminuite.

RIFERIMENTI BIBLIOGRAFICI 

1) Dr. A. George Wilson, A New Slant to Diet,
Standard Research Laboratories, 10th, Ave. and Jersey St., Dencver, Colorado (U.S.A.), 1960.

2) André Simoneton, Radiations des Aliments,
Le Courrier de Livres, Paris.

3) A. Taum, G.P. Vanoli, Guida alla salute naturale, pagg. 243-246,
Guide Vanoli, via A. Cesalpino 26/a, 20128 Milano, 1991.

Tratto da Progetto caduceo | Link – Trovato su disinformazione.it

Come accedere all’energia degli alimenti?

Come accedere al completo potenziale nutrizionale e curativo di frutta e verdura?

Spesso, quando consumiamo un alimento, la verdura generalmente, siamo costretti a cucinarlo, perdendo attraverso il calore gran parte delle sue proprietà. Una soluzione alternativa, abbiamo visto, è realizzare delle spremute o dei centrifugati, ma anche qui potremmo rischiare di non riuscire ad assimilare tutte le vitamine ed enzimi che servono al nostro corpo, proprio perchè la centrifuga, con il suo regime rotazionale elevato, scalda l’alimento inducendo ossidazione;  Questo è il principale fattore differenziante dell’estrattore, che gira lento e mantiene fresco l’alimento.

Gli estrattori sono dei piccoli elettrodomestici che hanno la funzione, appunto, di estrarre il succo direttamente da frutta e verdura freschi. Anche qui, gli estrattori si differenziano in base ad almeno 6 parametri fondamentali tra i quali il tipo di motore, la qualità delle plastiche e il servizio di assistenza. Utilizzare un estrattore consente di consumare quindi ortaggi freschi e crudi, che in genere mangiamo cotti, come ad esempio i broccoli e i cavolfiori.

Sul mercato esistono diversi tipi di estrattori. I primi, di tipo orizzontale, sono ormai considerati obsoleti, soppiantati dal tipo verticale, che ha un campo di utilizzo molto piu ampio, è più semplice da utilizzare, più piccolo e facile da pulire.

Ma che differenza c’è tra una centrifuga e un estrattore?

Caratteristiche di una centrifuga

Le centrifughe sono elettrodomestici che sfruttano appunto la forza centrifuga, ottenuta attraverso rotazioni ad alta velocità, (1.500-25.000 giri al minuto),  per allontanare il succo dalla polpa di un determinato alimento; non separa completamente il succo dalla fibra, ma sminuzza l’alimento, il che è un fattore differenziante molto importante rispetto all’estrattore. Ha implicazioni sulla quantità di scarto, sulla limpidezza del succo prodotto e anche sulla purezza dell’alimento rispetto a inquinanti. È un elettrodomestico molto diffuso, composto da un motore, una componente d’acciaio formata da piccolissime lame poste in cerchio e un filtro a maglie molto strette al centro. Oltre a queste, sono comprese delle componenti in plastica, come ad esempio un contenitore per raccogliere la polpa di scarto. Gli ingredienti vengono inseriti nel dispositivo che, una volta messo in funzione, attraverso l’alta velocità di rotazione delle lame, estrae il succo. Il meccanismo di estrazione utilizzato dalla centrifuga genera calore d’attrito che distrugge una parte degli enzimi e delle vitamine contenute negli alimenti.

Caratteristiche di un estrattore

Un estrattore, a differenza della centrifuga, invece, ha un rendimento in termini di sostanze nutritive molto maggiore. Lavorando a una velocità decisamente più bassa, 60-80 giri al minuto, spreme il frutto mediante la coclea che gira dentro al filtro di separazione, mantenendo inalterate una percentuale più alta nutrienti essenziali, almeno quattro-sei volte in più rispetto a quella ottenuta dalle centrifughe. Pensiamo ad esempio alla vitamina C, molto sensibile al calore e all’ossidazione. Con un’estrazione lenta a freddo questa vitamina, essenziale per l’organismo, è ancora più biodisponibile.

Il succo viene separato dal frutto o dalla verdura attraverso una coclea di plastica speciale denominata Ultem che ruota all’interno di un filtro a maglia fine. La quantità di liquido ottenuta è superiore rispetto a quella della centrifuga, visto che c’è meno materiale di scarto. Con l’estrattore, inoltre, è possibile estrarre succo anche da verdure a foglia ed erbe aromatiche. Il dispositivo impiega poco più tempo nel processo di estrazione rispetto alla centrifuga, ma rende un prodotto qualitativamente superiore. È proprio in base a questo principio che il succo estratto viene definito “vivo”.

Gli alimenti vengono trattati “a freddo” e possono essere inseriti all’interno dell’estrattore anche ingredienti come ad esempio le bacche di goji, la canapa, le mandorle, che necessitano di una grande forza di estrazione, a causa delle fibre in essi contenute o degli amidi molto “collosi”. La forza di estrazione, ad esempio, è un elemento molto importante da considerare nella scelta di un estrattore, fondamentale per comprendere quali operazioni possono essere effettuate col dispositivo e quali no. Ad esempio, l‘estrattore Estraggo assicura una forza di estrazione di 40nm.

Arrivati sul mercato da qualche anno, gli estrattori hanno subito catturato l’interesse dei consumatori più attenti. All’inizio, uno degli elementi che dissuadevano maggiormente le persone ad acquistare il dispositivo era il prezzo più alto rispetto alle centrifughe, anche perchè non si capiva che un buon estrattore è un prodotto che lavora in maniera completamente diversa, è più complesso, di qualità superiore e che solo con esso si ottiene un Succo Vivo.

All’inizio del nostro articolo abbiamo parlato di “velocità” di un estrattore, misurata in “giri”. Spesso si sente dire che un estrattore a 40 giri riscaldi di meno rispetto a uno a 60-80 giri. Il vero guadagno in termini di calore lo fa la differenza con le centrifughe, notevolmente più veloci, a 1.000, 5.000 o 15.000 giri per minuto. Le vere caratteristiche che devono essere guardate in un estrattore sono però altre: la potenza e la tipologia costruttiva del motore, la forza di estrazione, ma anche e soprattutto i materiali in cui sono costruiti, visto che molti degli estrattori presenti in commercio contengono plastiche con BPA.

Il nuovo tipo di estrattore oggi in commercio spreme molto lentamente, 50-80 giri/min, e questo garantisce una estrazione a freddo del succo e in assenza di aria, con il risultato di non scaldare nè ossidare il succo, mantenendo intatta tutta la parte enzimatica, che probabilmente è ancora più importante delle vitamine e delle altre proprietà nutritive. E’ ovvio che estrarre a 1.000, 3.000 o addirittura a 20.000 giri/min di una centrifuga, piuttosto che a 50-80 giri/min, comporta una forte ossidazione delle vitamine ed una notevole distruzione degli enzimi, cosa che con l’estrattore non succede.

RICETTA: Pomodoro, peperoni e carote per una pelle luminosa

Vediamo adesso una ricetta che è possibile realizzare con un estrattore. Questa bevanda, così come tantissime altre, non solo è energizzante, ma consente di fare il carico di vitamineantiossidanti anche a chi non ama particolarmente il sapore delle verdure, come ad esempio i bambini.

I vostri ingredienti sono: peperoni, carote e pomodori. Prima di inserire gli ingredienti nell’estrattore, puliteli accuratamente, eliminando il gambo ove presente e tagliandoli a pezzi. Poi, introduceteli nel macchinario, secondo l’ordine di inserimento corretto, dal più tenero al più coriaceo: 1) pomodori 2) peperoni 3) carote, e avviatelo.

Questo succo è molto importante, perché non solo combatte la stanchezza, ma fornisce all’organismo varie vitamine, come la vitamina A, la E e le vitamine del gruppo B. Un mix che rafforza il sistema immunitario, ma aiuta anche a preparare la pelle alla stagione estiva e all’esposizione al sole.

Fonte: ambientebio | Link


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