Siamo tutti un’unica Presenza d’Amore

Siamo tutti un’unica Presenza d’Amore

A quattordici anni decisi che sarei diventata un vero Yoghi che al femminile si dice Yoghini.
Il mio mito e maestro era Mahavatar Babaji e volevo diventare come lui. I miei amici pensavano alla carriera futura e a come diventare ricchi, io vedevo il mio futuro in una grotta dell’Himalaya con il mio maestro e pochi altri anche se poi nel tempo la mia grotta sarebbe stata una casa in città e “i pochi altri” un marito e i miei 4 figli. Il mio maestro però sempre con me.

Andavo al liceo con in mano la mala tibetana e sussurravo i mantra durante le lezioni. Facevo dibattiti con il professore di filosofia per dimostrargli che il dharma, gli insegnamenti spirituali, portano alla libertà da ogni sofferenza. Quasi tutti i week end e le vacanze seguivo corsi e ritiri o viaggiavo con i lama. La mia mente era sempre focalizzata sulla presenza del mio maestro e sulla comunicazione con lui. Meditavo con costanza almeno un’ ora al giorno più altre due di mantra per mantenere gli impegni presi che però recitavo anche facendo altre attività quotidiane. Leggevo più o meno due/tre libri di dharma al mese che nutrivano e consolavano la mia anima come null’altro. Avevo molti amici, il ragazzo, andavo bene a scuola, uscivo di notte e di giorno, godevo di una libertà totale di muovermi come desideravo e avevo una disponibilità economica sufficiente per comprarmi tutto ciò che volevo.
Eppure non ero felice.

Cercavo la felicità disperatamente facendo di tutto e di più sia interiormente che esteriormente eppure non ero felice.

tara_presenza_amore_crescita_spiritualeIn quel periodo ho avuto anche esperienze interiori di espansione della coscienza molto intense, ma poi ritornava un po’ tutto come prima con quel sottofondo dal triste sapore. Avevo un maestro sempre con me con il quale comunicavo in continuazione (mi dava insegnamenti e iniziazioni anche nei sogni) e ne conoscevo decine in carne ed ossa meravigliosi, ma non ero felice. Il mio hobby era cercare i maestri spirituali di tutte le tradizioni spirituali possibili e chiedere loro il segreto della felicità. Ne ho conosciuti di realizzati veramente che hanno risposto a tutte le mie domande, ma non ero felice.
Poi andai all’università a Padova e a 350 km da Chivasso, la città vicino a Torino nella quale sono cresciuta, per vedere se la distanza poteva essere un elemento utile alla felicità, ma niente.
Continuavo le mie pratiche spirituali e iniziai anche ad insegnare ciò che avevo imparato a piccoli gruppi di persone. Ma non ero felice.
Pensavo e pensavo ancora molto e cercavo e cercavo ancora moltissimo.
Man mano che gli anni passavano stava però accadendo qualcosa di prezioso in me: la vita, con i suoi eventi di tutti i giorni, con le sue vittorie e con le sue sconfitte, mi stava ammorbidendo.
I rigidi “voglio” di un tempo si stavano dissolvendo, così le tante verità alle quali mi aggrappavo. I desideri e le aspettative stavano diventando sempre più trasparenti e le infinite voci interiori iniziavano a diminuire.

Mi accorsi quasi all’improvviso che i pensieri erano diventati radi e un silenzio accogliente stava prendendo il loro posto.
Nacque quasi spontaneo un tenero ascolto di tutto quello che c’era in quel momento senza dire la mia. Non avevo più né voglia né forza di avere reazioni interiori di attrazione e repulsione perché era sorta la consapevolezza che non portavano null’altro che a tanta fatica e sofferenza.
Pian piano iniziai a vedere che quello che credevo di essere sembrava reale solo nei miei pensieri e che fuori da questi non c’era più.

Compresi che la mia storia personale era solo un’illusione creata dai miei pensieri e che non era la mia vera natura.
Un giorno passeggiando per un sentiero del bosco mi accorsi che per la prima volta stavo vedendo gli alberi. Fino ad allora quello che avevo sempre visto era il concetto di albero che era in me. Mi accorsi che fino ad allora non avevo mai visto la vita stessa perché tutto quello che vedevo era l’idea della vita in me. Inoltre presi coscienza che ogni visione che avevo del mondo e di ogni suo aspetto derivava da una sorta di memoria genetica ereditata dai miei genitori, dagli avi, dalla collettività. Non ero stata nemmeno io a creare le mie visioni errate ma le avevo ereditate!
Quindi non solo non avevo mai visto un albero veramente ma l’avevo, in passato, guardato con gli occhi di mio padre, di mia madre e di tutti gli avi e con quello sguardo avevo guardato tutte le cose del mondo.

Queste visioni ereditate non portavano certo le frequenze dal sapore di gioia, amore e libertà che cercavo.

Prendendo consapevolezza che il mio senso del me era formato dalle visioni e frequenze degli avi me ne distaccai ancor più per volgere lo sguardo al tenero ascolto dell’adesso.
Scoprii anche che la vita scorreva viva quando creavo in accordo alle mie passioni, quindi iniziai a scrivere e a scrivere finché presero forma diversi libri che vennero pubblicati senza alcun sforzo.

tara_2_presenza_amore_crescita_spiritualeCapii che le frequenze ereditate possono essere trasformate in frequenze/visioni più felici; ogni visione di mancanza può essere trasformata in una di pienezza. E questo gioco può essere un bellissimo atto creativo proprio per manifestare una realtà più appagante. Si tratta sempre di una realtà illusoria, tuttavia il problema non é la realtà che creiamo ma l’identificazione con quel senso del me che ci fa credere vera quella realtà. Noi non siamo la storia che creiamo. Possiamo creare storie, vite meravigliose, ma se c’é l’identificazione con la propria storia personale non é possibile alcuna felicità. Al contrario possiamo anche vivere momenti molto difficili e dolorosi ma se riusciamo a disidentificarci dal personaggio che crediamo di essere é possibile essere liberi e felici.
Ho scoperto che dobbiamo cercarci non nei nostri pensieri che tengono in vita la nostra storia legata al passato e al futuro ma nel qui e ora dove storia non c’è. La più grande libertà si trova infatti proprio nell’essere figli dell’attimo.
La nostra vera natura si manifesta ora e per coglierla é necessario iniziare ad ascoltare teneramente ogni nostro istante, tutto ciò che ci piace e che non ci piace.
Abbracciando e guardando teneramente ogni nostro pensiero qualcosa dentro di noi si acquieta, si sazia, come se avesse solo bisogno di amore. E in questa pace possiamo vedere sempre più che siamo non presenti, ma la Presenza.
Questa Presenza ha il sapore dell’Amore, quello vero, quello con la A maiuscola, quello che ognuno di noi cerca da sempre. E quando ci accorgiamo di essere sorgente d’amore l’unica spinta che sentiamo é quella di condividere questo amore con tutto il creato.
Tutte le pratiche spirituali che ho fatto in passato sono servite a smontare la mia rigidità, il mio ego, la mia storia, le mie verità e certezze, sono servite a spazzar via ciò che non serviva alla Presenza e questo passaggio è stato molto doloroso quanto fondamentale.
Quel tipo di dolore é necessario perché é come un fuoco che brucia e si porta via ciò che non serve più. Per questo non bisogna averne paura ma va abbracciato teneramente.
Ognuno di noi è nato per ricordarsi di essere quella sola e unica Presenza d’Amore che tutto è; proprio per questo motivo ognuno di noi é prezioso per la vita di tutti  e ha tanto da offrire al mondo. Questo tesoro da condividere va cercato nelle proprie passioni le quali diventano anche terreno base e sentiero per accrescere la propria consapevolezza di essere tutti Uno.

Ad oggi non sono nulla di speciale, Carlotta non è nulla di speciale, ma la Presenza d’Amore che usa Carlotta come strumento e che é la stessa che usate voi é meravigliosa. Mio desiderio è lasciarLe fare il suo canto per consolare e per riportare a Casa tutti gli esseri viventi che soffrono.

Carlotta Brucco | carlottabrucco.org

3 Comments

  1. Donatella

    Grazie, cara Carlotta, per la tua amorevolezza e dolcezza lenitiva verso i tuoi amici ed il mondo
    in sofferenza…
    Ti auguro solo cose belle!
    Buon Ferragosto!
    Donatella

  2. Barbara

    Carlotta non trovo le parole a ciò che le tue parole scaturiscono in me : emozione, amore, maggiore consapevolezza e tanto altro che non riesco a esprimere ma che si solidifica sempre più nella mia anima …un GRAZIE è riduttivo lo so per la guarigione che dai alla mia anima ogni volta che leggo una parola scritta da te …hai il potere di andare nel mio profondo e di farmi respirare così profondamente da farmi allargare il petto …grazie con tutta la mia riconoscenza Barbara

  3. Angela

    Grazie Carlotta , non ho parole…Tanto Amore

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