Ogni elemento rappresenta una parte di noi: mente, volontà, emozioni, corpo, qualità umane e della natura.

Forze primarie di tutte le cose (fluidi, solidi, gassosi e imponderabili) che creano e distruggono tutto, gli Elementi sono l’essenza dell’universo, i “costruttori della”forma”. Sono sia i componenti fondamentali del mondo fisico e i principi che presiedono all’ordinamento del Cosmo, sia i simboli dell’orientamento nello spazio e nel tempo, e vi si possono aggiungere molti sistemi di corrispondenze (oltre ai punti cardinali, colori, pietre, metalli, maschile/femminile, parti del corpo…). Sono le cellule e le energie che compongono tutte le creature, animate o inanimate che siano. Noi stessi siamo composti dai quattro elementi e spesso, anche le nostre azioni sono ispirate da loro.

Per la cultura orientale, che si basa su sistemi di tipo dualistico (ossia basati su coppie di opposti, yin e yang, sulfur et mercurius.), le qualità in opposizione sono caldo/freddo e secco/umido. Combinandole, si ottengono i quattro elementi della tradizione occidentale: Fuoco (caldo/secco), Aria (caldo/umido), Acqua (freddo/umido) e Terra (freddo/secco).

Nella tradizione orientale, però, gli elementi sono cinque, cinque regioni del cielo (incluso il “mezzo cielo”): Fuoco, Terra, Acqua, Legno e Metallo, posti simbolicamente in relazione ai cinque pianeti noti; non viene considerato l’Elemento Spirituale o Divino. In sanscrito, il

termine collettivo che indica gli elementi è Tattva; Prithivi è la Terra, Apas l’Acqua, Tejas il Fuoco, Vayu l’Aria, mentre l’Etere è Akasha e i dosha, le energie vitali.

Secondo la Scuola di Mileto la natura è vivente, ha un’anima e quindi un’intelligenza; la natura cioè non è soltanto ciò che vediamo al di fuori di noi (in senso scientifico o estetico), ma è ciò che ci costituisce, è una realtà necessaria e primigenia, è “physis”.

Quest’idea viene poi chiamata col temine di “ilozoismo” o “panpsichismo”.

Per Talete l’arché era l’acqua, poiché dove essa manca la vita è impossibile, per Anassimandro in principio fu l’a-peiron, cioè l’illimitato, infinito spazialmente e indefinito qualitativamente, infine per Anassimene l’inizio fu nell’aria infinita, un soffio vitale (pneuma) ovunque diffuso, in perenne movimento, il quale, quando si condensa forma acqua e terra, mentre quando si dilata diventa fuoco.