Il lavoro di risveglio della Coscienza è un’opera di trasmutazione alchemica che ognuno di noi deve compiere all’interno di Se stesso, prendendo su di Sé la responsabilità per il cammino intrapreso.

Nessun istruttore o “maestro” può fare il lavoro al posto nostro. Il maestro va usato e gettato via, non adorato. Non lasciamoci ingannare dalla sua fama o dal numero di discepoli che lo circonda.

Se vogliamo risvegliare la Coscienza possiamo farlo solo alimentando quotidianamente la nostra auto-coscienza. Il nostro sentirci presenti. Questo è un compito che non possiamo delegare a qualcun altro.

Nessuno può svegliarci, aprire il nostro Cuore, rendendoci innamorati o sereni… dall’esterno.

Non esistono tecniche, meditazioni o pratiche che possono da sole risvegliarci. Esse vanno usate come coadiuvanti al reale lavoro di risveglio. E solo a partire da un certo momento del percorso.

Meditazioni, recitazioni di mantra e respirazioni, se praticate in maniera avventata possono rivelarsi molto pericolose, e non costituiscono mai di per se stesse delle vie di risveglio.

E’ buona norma diffidare delle scuole che promettono l’illuminazione per mezzo di una tecnica invece che attraverso una progressiva apertura della Coscienza.

Il risveglio avviene in virtù di una consapevolezza sempre maggiore di ciò che siamo – e di ciò che non siamo – una consapevolezza conquistata giorno dopo giorno grazie a una costante osservazione di noi, cioè dei nostri comportamenti e meccanismi inconsci.

Proprio l’osservazione rappresenta il cardine del Lavoro.

Tratto da “Risveglio” di Salvatore Brizzi