Come cambiare la propria vibrazione dominante?

La vibrazione dominante è il segnale che emettiamo inconsciamente e che attira il 90% degli eventi che viviamo. E’ la media dei pensieri e delle emozioni (consci e inconsci) dai quali siamo attraversati. Se non si riesce a cambiare la vibrazione dominante riaddestrando le abitudini di pensiero ed emozione, nessun lavoro, tecnica, terapia, counseling, coaching, meditazione, disciplina energetica funzioneranno, se non per pochissimo tempo.
Come cambiare la propria vibrazione dominante?
Evitando di lamentarsi.
Se invece di essere grati troviamo sempre da ridire su tutto, finiamo per emanare questi pensieri e sensazioni negativi sotto forma di vibrazioni che attirano solo avvenimenti di cui lamentarci. Pensieri del tipo: ≪Mi trovo in difficoltà≫, ≪Questo però non mi piace≫, ≪Non ce la faccio≫, ≪E’ fatica sprecata≫, ≪E’ pesante ≫ o ≪E’ faticoso ≫ e via dicendo, attirano situazioni difficili, sgradevoli, pesanti e faticose.
Piangiamo perché siamo tristi, perlomeno così crediamo. Ma in realtà è vero il contrario: diventiamo tristi perché piangiamo e ci lamentiamo.
Quando qualcuno ci provoca verbalmente, rispondiamo con un insulto, anche se non sarebbe difficile tacere e lasciarsi scivolare addosso quelle parole. Reagendo, invece, fomentiamo il fuoco della collera. Da un lato è importante evitare di brontolare e cercare di tenere sotto controllo l’impulso a farlo nella vita di ogni giorno; dall’altro è meglio esprimere il disappunto e sentirsi poi sollevati, piuttosto che ingoiare la rabbia.
Quando si ha qualcosa di cui lamentarsi, non si dovrebbe tenerselo dentro e brontolare fra sé e sé, ma dar voce al proprio disagio. Non appena abbiamo espresso la nostra rabbia dovremmo poi dimenticarcela. La cosa migliore però è: non lamentarsi e non brontolare. Una buona cosa è saper ridere delle proprie preoccupazioni. E importante, se non fondamentale, saper cambiare umore all’improvviso e in maniera autonoma, indipendente da ciò che succede nella propria realtà.
Se, nonostante l’impegno, non si riesce ad assumere queste attitudini, un primo passo può consistere nel far finta di averle già assimilate. Questa tecnica si basa sull’interazione fra interno ed esterno perché interno ed esterno sono collegati, interdipendenti.
Come abbiamo visto, i nostri atteggiamenti plasmano l’ambiente che ci circonda. Viceversa, anche l’esterno, le nostre azioni e il nostro ambiente possono avere delle ripercussioni su di noi. Per esempio, se non riusciamo a provare autentica gratitudine, possiamo tranquillamente esagerare un po’ e provare a dire, anche se solo per finta e può sembrarci una frase vuota: ≪Mille grazie. La ringrazio≫, oppure qualcosa di simile, e sorridere nel contempo. Anche quando non si ha voglia di essere gentili con gli altri si può fare uno sforzo dicendosi: ≪Solo per questa volta≫. Dopo averlo ripetuto un paio di volte, ci risulterà sempre più facile perché la gentilezza non ha effetti positivi solo sugli altri ma fa stare meglio anche noi. Mentre facciamo finta, il carattere e le azioni cambiano di conseguenza, col tempo le vibrazioni dello spirito si adeguano a questa “recita” e finiscono per attrarre avvenimenti positivi.
Spesso nelle aziende vengono promossi dipendenti che avevano sempre pensato di non poter diventare caporeparto, ma che non appena ottengono la promozione si trasformano in autentici caporeparto, sia per quanto riguarda le loro capacità che per il loro aspetto esteriore. L’influenza esercitata dalla posizione e dall’ambiente è notevole. Se volete diventare ricchi, dovete comportarvi come se lo foste. Se avete dei talenti ma non li esplicate, dovreste cercare di agire con totale fiducia in voi stessi. L’effetto di queste azioni é molto più intenso di quanto pensiamo.
Se ci nascondiamo e teniamo celate anche le nostre capacità e i nostri talenti, finiamo per sentirci frustrati.
Non vi sto consigliando di lavorare solo sull’esteriorità perché dovete comunque agire nella realtà. Mentre agiamo “come se”, tutto il nostro essere si adegua alle nostre azioni, dall’espressione del viso al sentimento, e alla fine siamo in grado di emanare vibrazioni autentiche. Il “fare come se” è solo il primo passo lungo il cammino per diventare quello che desideriamo, poiché il nostro destino è crescere e non limitarci.
Cominciate quindi tranquillamente con un “come se” e cercate di integrare il giusto atteggiamento mentale nella vostra vita quotidiana. Potete anche mandare a voi stessi il potente pensiero ≪Sono diventato una persona con un profondo senso di gratitudine≫, che attirerà l’immenso potere dell’energia inesauribile dell’universo, di modo che ognuno possa impadronirsi della giusta attitudine mentale.
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1 commento

  1. Articolo molto interessante e prezioso. Fornisce spunti di riflessioni e motiva a prendersi cura dei propri pensieri e atteggiamenti nutrendo sentimenti positivi e di gratitudine.

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