Mai prendere i propri pensieri troppo sul serio

Mai prendere i propri pensieri troppo sul serio

Una persona potrebbe stare in pena pensando: “Mi chiedo se gli piaccio, scommetto di no.” Eppure riconoscerebbe senza difficoltà che il pensiero dell’automobilista in autostrada “non era altro che un pensiero”. La maggior parte di noi ritiene che i propri pensieri meritino di essere considerati con seria attenzione e interesse, ma quando si tratta di quelli di un altro, allora li considera come semplici pensieri che non meritano attenzione. Perché? Ancora una volta, perché il nostro pensiero modella la realtà dall’interno e ci tocca così da vicino che è facile dimenticarsi che siamo noi a crearlo. Il pensiero ci aiuta a trovare un senso a ciò che vediamo: ne abbiamo bisogno per sopravvivere nel mondo e per dare un significato alla vita. Tuttavia, se comprendessimo appieno la vera natura e lo scopo del pensiero, non avremmo bisogno di prendere a cuore (o troppo seriamente) tutto ciò che ci capita di pensare. Prenderemmo tutto meno sul serio.

Il pensiero non corrisponde alla “realtà” ma è un semplice tentativo di interpretare una situazione. La personale interpretazione di ciò che vediamo dà origine a reazioni emotive che non sono il risultato di ciò che ci accade, ma derivano dal nostro pensiero, dal nostro sistema di credenze.

Per spiegare meglio questo concetto prendiamo in considerazione l’esempio dell’arrivo di un circo in città. Per le persone e le famiglie che amano questo genere di spettacolo, è motivo di festa. Per chi non ama il circo, l’aumento del traffico e la confusione sono motivo di preoccupazione. Di per sé il circo è neutro, cioè non causa reazioni né positive né negative. Potremmo trovare anche molti altri esempi. Una volta afferrato il concetto, il pensiero può rivelarsi un dono enorme per aiutarci a vivere. Per contro, possiamo anche diventare vittime dei nostri pensieri, peggiorando la qualità della nostra vita. Dal momento che i nostri pensieri cambiano continuamente, la vita può trasformarsi in una lotta, se non in un campo di battaglia.

In apparenza, il livello di felicità che proviamo aumenta e diminuisce in base alle circostanze in cui ci troviamo. In realtà, non sono le circostanze a determinare il nostro livello di benessere, ma il modo in cui le interpretiamo. Ecco perché circostanze identiche possono significare cose diverse per persone diverse. Imparando a considerare i pensieri negativi come una sorta di interferenza mentale, la smetteremo di prestare loro così tanta attenzione.

Comprendere la natura del pensiero ci permette di vivere in uno stato di pace neutro, caratterizzato da un sentimento di felicità e appagamento spensierato. Quando distogliamo l’attenzione da ciò che pensiamo, soprattutto quando si tratta di pensieri negativi, ci ritroviamo con un sentimento positivo di tranquillità. Ciò non significa in alcun modo che non è necessario pensare, anzi, dobbiamo farlo. Significa solo che non vale la pena di soffermarsi sui pensieri negativi (che provocano angoscia e sofferenza) perché ci distolgono da quello che cerchiamo: la felicità. Con un simile appagamento, nella nostra mente si viene necessariamente a creare uno spazio in cui si insinuano pensieri nuovi e creativi, permettendoci di recuperare quella visione basata sull’effetto flou (o soft focus) tipica dell’infanzia che riporta la meraviglia e l’avventura nella nostra vita.

L’effetto flou ci permette di ascoltare gli altri in modo amorevole. Ci permette anche di ascoltare le critiche senza infastidirci, perché non analizziamo più le informazioni: ci limitiamo a incamerarle.

In definitiva, il rapporto che instauri con il pensiero determina il tuo livello di salute mentale e di felicità.

Pensi che un pensiero debba essere preso sul serio solo perché ti è venuto in mente? O hai capito che il pensiero è un prodotto della tua natura di essere umano e che non devi confonderlo con la realtà? Sei in grado di avere dei pensieri e passare oltre, con l’effetto flou, o ti senti costretto a prenderli in considerazione e ad analizzarli?

Passi tratti dal libro “Puoi essere felice. Qualunque cosa accada. Cinque principi per gustare la vita con la giusta prospettiva” di Richard Carlson

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