Il principio LOL2A – CIÒ CHE CONTA NELLA VITA

Si dice che Buddha una volta abbia detto che le domande su Dio non lo interessavano perché sono pura teoria. Ma allora che cosa è importante? Che cos’è importante? Mi sembra che, specialmente in Occidente, esistano numerosi buoni motivi per porci seriamente questa domanda. Dico questo perché sento continuamente ripetere da molte persone: «Non ho tempo.» Se effettivamente crediamo di avere troppo poco tempo, allora sarebbe ovvio occuparsi solo dell’essenziale, di ciò (e qui parla l’economista) che frutta di più. Ma è interessante sottolineare il fatto che molti non hanno nemmeno il tempo per questo. Come bene illustra il seguente breve racconto:

Un uomo è seduto sulla riva di un lago e cerca di prendere i pesci con le mani. Passa di lì un viandante, dà un colpetto sulla schiena al pescatore e gli dice: «Ehi, buon uomo, vieni, ti mostro come si tesse una rete, Con essa potrai prendere più pesci e più velocemente che con le mani». Il pescatore è così concentrato in ciò che sta facendo che quasi non ascolta. Senza alzare lo Sguardo risponde al viandante: «Non ho tempo. Ora deva prendere i pesci».

Sembra banale, ma è ciò che in realtà succede ogni giorno. Quante persone si trovano esattamente in questa situazione? Non hanno tempo per le cose essenziali perché devono concentrarsi su quelle irrilevanti.

Ma che cos’è essenziale?

Si tratta di arrivare ad un’unica domanda fondamentale, e la domanda è:

«Come posso passare con il minimo sforzo e il minor tempo da uno stato delle cose come sono a uno stato delle cose come dovrebbero essere?»

Tutto qui. Non serve sapere altro. Perché? È molto semplice: tutto nella vita di un uomo può essere classificato in ciò che È e in ciò che DOVREBBE essere. Ciò che È, è quello che ora è. Ciò che DOVREBBE essere, è ciò che nella nostra testa immaginiamo debba essere. Logicamente non vogliamo raggiungere l’obiettivo che desideriamo con il massimo sforzo e con un grande spreco di tempo, bensì il più rapidamente possibile e con. il minimo sforzo. Siete d ‘accordo? Forse state pensando: tipico ragionamento da economista. Ottenere con il minimo sforzo il massimo risultato. E dove resta il lato umano della cosa? La risposta è molto semplice. Anche i valori immateriali possono essere distinti io ciò che È e io ciò che DOVREBBE essere. Lo stato di ciò che È può comprendere: l’insoddisfazione, la disoccupazione, la tossicodipendenza, la guerra ecc.; e il corrispondente stato di ciò che DOVREBBE essere: la soddisfazione, il lavoro, la libertà dalla droga, la pace, ecc.
Quando parlo quindi di ciò che È e di ciò che DOVREBBE essere, non penso affatto a obiettivi materiali. Penso a tutto. Il “Principio LOLA” è infatti universalmente applicabile. E ciò significa che è applicabile nella vita privata, negli affari, nello sport, nella politica, nella società. Per un manager ciò che DOVREBBE essere è forse un maggior profitto. Per un buddhista zen ciò che DOVREBBE essere è l’illuminazione. Per i palestinesi è uno stato indipendente. Per il presidente· americano è, ad esempio, la pace nel Medio Oriente.

Per una madre è la crescita armoniosa dei suoi figli. Per molti stati ciò che DOVREBBE essere è la riduzione della disoccupazione. Qualunque cosa possiate immaginare, potete distinguerla in ciò che È e in ciò che DOVREBBE essere; il “Principio LOLA” vi mostra come poter raggiungere il più presto possibile e con il minimo sforzo il vostro personale concetto di come DOVREBBERO essere le cose. Non ho mai incontrato nessuno che volesse raggiungere i propri obiettivi con grande fatica e il più lentamente possibile.

Eppure l’affermazione “con il minimo sforzo” contrasta con la nostra educazione cristiano-occidentale. Ci è sempre stato detto che dobbiamo guadagnarci il pane con il sudore della fronte. Vale a dire: quanto maggiore è lo sforzo (la lotta?), tanto maggiore è il guadagno. E anche ciò che affermano alcuni maestri orientali non è molto diverso. Ho letto di recente un libro su management e zen in cui si avvisa il lettore di non farsi alcuna illusione, perché gli sarà richiesto molto, molto lavoro. Dietro a ciò si nasconde la solita idea: solo chi compie sforzi enormi, alla fine verrà ricompensato.

Il “Principio LOLA” afferma esattamente il contrario. Nessuno deve sfiancarsi. Esiste una via semplice e veloce per risolvere i nostri problemi e per raggiungere i nostri obiettivi. E anche se con ciò mi trovo io contraddizione con le più diverse filosofie, mi sento tuttavia sostenuto da uno dei più grandi maestri di tutti i tempi, Gesù, che a questo proposito, si è espresso così:

«Guardate gli uccelli del cielo! Non seminano, non mietono né raccolgono in granai; eppure il Padre vostro celeste li nutre. Non valete voi forse più di loro? … Osservate i gigli del campo, come crescono. Non lavorano e non tessono; eppure io vi dico che nemmeno Salomone in tutta la sua magnificenza vestiva come uno di loro.» (Matt. 6, 26)

Non c’è accenno al fatto che dobbiamo raggiungere i nostri obiettivi con la maggior fatica possibile e con grande dispendio di forze. Tutto ciò che Gesù ha detto corrisponde ai principi fondamentali dell’economia; è difficile trovare principi economici più radicali di quelli espressi da Gesù.

È interessante che la nostra cultura, la nostro educazione non ne sia minimamente toccata. L’ideale del gran lavoratore contrasta totalmente con la frase di Gesù che ho citato. Ma ora non pensate che io stia propagandando la pigrizia; no, io propongo una via diversa e più economica.

A questo punto devo fare un ‘altra importante osservazione sullo stato delle cose come DOVREBBERO essere;

Il mio intento non è mostrare come si possa raggiungere un ben preciso obiettivo. Ciò che intendo è presentarvi un meccanismo fondamentale della vita che permetta di raggiungere qualsiasi obiettivo. Ciò significa anche – e questo è molto importante – che da me non sentirete mai dire quale debba essere il vostro obiettivo. Non è una questione di buoni o cattivi obiettivi. Questo è un giudizio umano. Qui si tratta di leggi che non nascono da me, né da nessun uomo, ma di leggi che da sempre sono state, sono e saranno così come sono.

Se conosciamo queste leggi, possiamo utilizzarle a nostro vantaggio. Se non le conosciamo, c’è i1 rischio che le utilizziamo a nostro sfavore e che ci rendiamo la vita inutilmente difficile. Io l’ho fatto costantemente per metà della mia vita; l’ho fatto finché un giorno ne ho avuto abbastanza e mi sono detto: «Non può essere così la vita, deve esserci un’altra via.» E così è nato ciò che qui presento come il ” Principio LOLA”.

 

Estratto dal libro “Il Principio LOL²A – La perfezione del Mondo” di René Egli

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