Quando vedete un film di una rappresentazione teatrale, se conoscete la trama in anticipo non sarà così interessante. È bene che non capiate questa vita perché Dio sta recitando un dramma cinematografico nella vostra vita. Non sarebbe interessante se sapessimo cosa sta per accadere prima che accada. Non prestate interesse al finale. Pregate sempre Dio invece: “Insegnami a recitare in questo dramma della vita, debole o forte, malato o sano, in alto o in basso, ricco o povero, con un atteggiamento da immortale, che possa, alla fine di questo dramma, conoscere la morale di tutto questo”.

Non sprecate il vostro tempo. Voi siete la più grande creazione di Dio. Più grande di tutte le altre creazioni. Siamo benedetti perché possiamo pensare. Dio dice: “Vi ho dato la volontà, vi ho dato la libertà e la libera scelta. Forse che rinuncerete a tutte le cose e amerete Me che vi ho fatto quei doni”. Io, alla fine, ho scoperto che tutti i rivoli argentei del mio desiderio conducono a quel grande oceano della coscienza. Molti di voi nuotavano giù in quell’oceano, ma vi facevano soltanto una visitina dalla spiaggia. Se continuate a seguire il bene nella vita fluirete nel fiume del desiderio fino all’oceano della coscienza di Dio. Tutte queste realtà che vi sono davanti diventeranno irreali. Oggi siamo e domani non più, ma dobbiamo ricordare il nostro sommo impegno verso quel grande Potere che è dietro a tutte le nostre vite. Recitando i drammi delle nostre vite dobbiamo ricordare il nostro più alto impegno verso di Lui. Se volete capire questa vita dovete ricordare il meraviglioso lavoro che Egli compie nei fiori, la fiamma della Sua mente che brucia nei nostri pensieri, i pensieri che sgorgano dalle nostre anime, e i mondi e mondi sparsi sull’immensa vastità del Cosmo. Quanto immenso è quel Dio, eppure Lo sentiamo nelle nostre coscienze. Le nostre vite sono il riflesso di quello Spirito. Non può esistere alcuna vita senza l’oceano di vita dietro ad essa, perciò dobbiamo realizzare quel grande oceano di vita che pulsa dietro le nostre esistenze.

– Paramahansa Yogananda –